Prisma, n. 12 dicembre 2005

Agassi, filosofia di vita nella vita di un filosofo

Di certo il coraggio non manca a Joseph Agassi, filosofo della scienza di origine israeliana che ne La filosofia e l’individuo, pubblicato da Di Renzo Editore nella serie I Dialoghi, non risparmia critiche a nessuno.
A partire dal suo maestro e mentore, Karl Popper, che nonostante anni di intensa amicizia e collaborazione, sente di dover abbandonare per rendersi indipendente e sentirsi libero di esprimere le proprie opinioni, per poi passare a Wittgenstein, che secondo lui “sapeva poco di scienza e ciò che ha detto non ha alcun valore”, perché, di fatto, aveva ben poco da dire.
Ma le invettive più violente, Agassi le rivolge proprio allo Stato d’Israele, a partire dalla sua esperienza biografica – non dimentichiamo infatti che la collana I Dialoghi è costituita da una serie di interviste-biografia – del quale critica la mancata distinzione tra Stato e Chiesa, e dunque la mancanza di un nazionalismo, secondo lui essenziale nello sviluppo di un stato moderno.
Questo atteggiamento critico, segno di libertà e di indipendenza, resta il grande insegnamento di questo filosofo. “La critica che ho sviluppato nei confronti del pensiero di Popper non mi impedisce di considerarmi un suo discepolo.” Una posizione che Agassi non crede di ritrovare in molti filosofi, seguaci dei grandi pensatori, e che invece, sottolinea, è fondamentale per una migliore comprensione del nostro tempo.