Rassegna Libraria, n. 11, novembre 2005

Educazione e nazionalismo, chiavi del nostro futuro

Sugli scaffali il nuovo libro di Jospeh Agassi

“In un normale stato nazionale liberal-democratico la nazionalità si coniuga con la cittadinanza e non con l’appartenenza religiosa, come invece avviene in Israele. In questo senso Israele è il paese più teocratico che esista, perché ufficialmente parla per tutti gli ebrei.” Così, Joseph Agassi, filosofo della scienza, ma anche politologo e protagonista della scena intellettuale israeliana, critica la teocrazia che vige nel suo paese in La filosofia e l’individuo, altra perla della serie I Dialoghi della casa editrice romana Di Renzo Editore.
Il nazionalismo in Israele è infatti l’interesse più recente di questo filosofo, allievo di Karl Popper, più noto per le sue teorie nel campo della filosofia e della storia della scienza.
L’altro ambito che lo ha visto particolarmente attivo negli ultimi anni è quello dell’educazione. Come professore universitario, ci dice Agassi, “vorrei essere ricordato come una persona che ha cercato di promuovere la dignità umana attraverso l’educazione.” Ma l’università non è scevra da difetti e il primo, secondo Agassi, è il fatto che non sia aperta a tutti: “l’educazione è ancora un mezzo per mantenere le barriere sociali… Oggi le università sono destinate a pochi, sono organizzate allo scopo di sostenere una certa struttura sociale attraverso la discriminazione e preservare il paradigma del regime.”
Secondo il filosofo israeliano, il sistema educativo ideale è quello in cui non esistono titoli, un sistema che favorisca il rinnovamento. “Per lo più, invece,” conclude sconsolato, “si resta legati alla tradizione: questa è la vera fonte della crisi della nostra società.”