SHALOM, n. 2, febbraio 2001, Libri

Quando la poesia aiuta a capire la realtà

Tradotte per la prima volta in italiano le poesie di Yehuda Amichai

Orith Youdovich

Nel dicembre 1994, durante la cerimonia del Premio Nobel per la Pace, Rabin scelse di leggere una poesia di Yehuda Amichai. “Non a caso”, sostenne Shimon Perez, “la lirica di questo poeta ha predisposto i cuori degli israeliani alla pace e alle concessioni ai palestinesi”. Sono parole riportate dallo scrittore A.B. Yehoshua nella sua presentazione del primo libro tradotto in italiano di Amichai Ogni uomo nasce poeta e pubblicato da Di Renzo Editore.
Nell’introduzione, Yehoshua identifica cinque elementi che contraddistinguono l’opera di Amichai: l’approccio politico-umanitario, il suo legame con Gerusalemme, la lirica semplice, i temi presi dal quotidiano e, infine, l’interesse per la scrittura di carattere religioso. Amichai, infatti, usa uno stile innovativo e nei suoi scritti, caratterizzati da temi attuali e termini colloquiali, si intrecciano ebraico biblico e gergo odierno. Molte delle sue espressioni oggi fanno parte della lingua parlata. In una di queste, “Voglio morire nel mio letto”, pronunciata da un soldato, traspare la visione di Amichai sul bisogno di salvaguardare l’interiorità dell’individuo e la sua integrità. Questo pensiero è stato accolto dalle nuove generazioni, desiderose di una vita normale, che hanno fatto di lui il poeta nazionale.
“Ogni uomo nasce poeta” riporta gli incontri che Amichai ha avuto con il pubblico in Italia poco prima della sua morte, avvenuta recentemente all’età di settantasei anni. Accanto alle poesie pubblicate in ebraico con la traduzione a fronte di Fiorella Operto, lo scrittore evoca sensazioni e immagini ed espone i suoi pensieri sulla situazione mediorientale, sul suo rapporto con la poesia e sui valori dell’amore e dell’amicizia.
Amichai, vincitore nel 1982 del Premio d’Israele per la letteratura, è nato il 3 maggio 1924 a Wurzburg in Germania. A dodici anni, insieme ai suoi genitori, emigrò in Israele e si stabilì a Gerusalemme. Prima volontario alla Brigata ebraica, successivamente attivo all’interno dell’Aliyah Bet, nel 1948 prese parte ai combattimenti durante la guerra dell’Indipendenza nelle fila del Palmach. In seguito, laureatosi all’Università ebraica di Gerusalemme, ha insegnato letteratura e Mikrà alle scuole superiori. Tra i suoi libri segnaliamo il primo del 1955, Achshav ve Bayamim Haacherim (Ora e negli altri giorni) e l’ultimo Patuah Sagur Patuah (Aperto, chiuso, aperto).