Prefazione a "I segni della storia"

Emmanuel Anati

Questo libro è nato da un lungo dialogo con l’amico Sante Di Renzo. Anche se contiene vari flash della mia vita, non è che vuole essere una biografia: mi auguro soltanto che gli episodi personali narrati possano essere utili al Lettore per comprendere un tragitto, sia privato che della storia dell’archeologia.

Ho parlato soprattutto di un aspetto della mia vita, quello per il quale sono forse più noto al pubblico, cioè la mia attività di archeologo e paletnologo, che amo molto ed alla quale mi dedico con entusiasmo. In verità sono molte le attività che amo. Mi piace scrivere, fotografare, occuparmi di bricolage, fare del giardinaggio, viaggiare e conoscere, incontrare gente diversa, parlare e pensare su vari aspetti dell’esistenza, dell’uomo, delle relazioni umane. Sono appassionato di folclore, di etnografia e anche di cucina. Mi piace la vita di famiglia, stare con i figli, con i fratelli e con le loro famiglie, con gli amici.

Ho combattuto diverse battaglie per le scienze dell’uomo, alcune delle quali ho vinto. Da più di trent’anni, come direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici, come insegnante universitario e come fondatore e poi presidente per un decennio del CAR (Comitato Internazionale per l’Arte Rupestre dell’ICOMOS), sono impegnato in attività sociali e organizzative, riunendo gran parte degli studiosi di arte preistorica e tribale sotto un unico tetto, cercando di creare un coordinamento armonico ed una solidarietà. Come direttore delle “Edizioni del Centro” sono anche editore di libri rivolti al mondo della cultura e dell’università. Anche queste sono attività che svolgo con passione e con slancio.

Mi dedico spesso anche a consulenze per i paesi del Terzo Mondo che hanno bisogno di aiuto. Sia tramite missioni per conto dell’UNESCO sia su invito diretto dei vari paesi, collaboro con l’organizzazione dei servizi delle Antichità e Belle Arti, per creare mostre, parchi e musei, per realizzare valutazioni per l’uso didattico e culturale del patrimonio archeologico, in particolare di siti di arte rupestre. Queste missioni mi hanno portato nei paesi più svariati, dall’Australia al Texas, all’India, al Messico, al Malawi, alla Tanzania e alla Siberia.

Il mio principale impegno, che non è mai cessato, è lo studio: forse la mia vera vocazione è quella dello studente. Consulto le nuove pubblicazioni, leggo gli articoli e i libri innovativi nel settore delle scienze umane e cerco di integrare costantemente le nuove acquisizioni nel bagaglio già accumulato in memoria.

Sono cresciuto e vissuto in tre continenti ed ho lavorato in tutti i cinque. Ho sempre cercato di evitare incarichi, anche prestigiosi, che mi distogliessero da quelli che sono gli impegni dello studio e della ricerca.

Sapere che il proprio lavoro serve alla gente, alla cultura, che si costruisce con la propria opera qualche cosa che resterà, è profondamente gratificante. Impegnarsi in attività che appassionano e che permettono di realizzarsi intellettualmente è cento, mille volte più importante per la propria esistenza e serenità che non dedicarsi ad attività i cui principali scopi siano il raggiungimento di effimeri onori, che comportino impegni sociali perditempo e posizioni economiche, che offrano il privilegio di pagare più tasse.

Questo libro è quindi la storia parziale di un eterno studente.

(Di Renzo Editore, Roma)