Prisma

I numeri, strumenti di cultura

Un libro di un centinaio di pagine da poco nelle librerie (Giuseppe Arcidiacono – Zero, infinito, immaginario - Di Renzo Editore) ci mostra come la matematica venga da tutti considerata come la prima delle scienze, perché ci dà un linguaggio universale, valido ovunque e in ogni tempo. Pur essendo precisa e rigida come la logica, è tuttavia così flessibile e sensibile da adattarsi a tutte le esigenze: con la matematica siamo in grado di superare le barriere dello spazio e del tempo e comprendere la struttura geometrica e le leggi che governano il cosmo.
In questo libro ci proponiamo di studiare il misterioso e affascinante mondo dei numeri, con particolare enfasi sui numeri immaginari della fisica relativistica e quantistica.
Giuseppe Arcidiacono (1927-1998) è nato ad Acireale e si è laureato in Fisica a Catania nel 1951. A Roma, all’Istituto Nazionale di Alta Matematica fondato da Severi, ha iniziato le sue ricerche con Luigi Fantappié, di cui fu allievo. Nel 1958 è stato a Parigi, all’Istituto H. Poincaré e lo stesso anno gli venne assegnato dall’Accademia Nazionale dei Lincei il premio della cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 1969 è stato docente di Meccanica superiore all’Università di Perugia. È autore di vari libri e memorie scientifiche.
Per Di Renzo Editore ha pubblicato: La relatività dopo Einstein; Spazio, iperspazi, frattali; Problemi di meccanica razionale; La teoria degli Universi, in due volumi; Entropia, Sintropia e informazione, insieme al fratello Salvatore Arcidiacono, e l’intervista-dialogo L’uomo, la vita e il cosmo.

Johanna Hofmann