giordanobruno.it, luglio 2003

Il secondo libro della Clavis Magna

ovvero il Sigillo dei Sigilli

(Di Renzo Editore, 2003)

La pubblicazione contiene la prima traduzione integrale dei testi bruniani pubblicati nel 1584 a Parigi sotto i titoli Sigillus Sigillorum (Il Sigillo dei Sigilli), Explicatio Triginta Sigillorum (Spiegazione dei Trenta Sigilli) e Triginta Sigilli (Trenta Sigilli) e porta il titolo di Secondo Libro della Clavis Magna in quanto costituisce lo sviluppo logico e l’approfondimento del discorso sulla Teoria dell’Intelligenza Artificiale iniziato ne Il Primo Libro della Clavis Magna (Di Renzo Editore, Roma, 1998).
Col termine sigilli, infatti, Giordano Bruno indica le strutture astratte che sono in grado di dominare qualsiasi pensiero complesso e ne forniscono la spiegazione nei dettagli altrettanto bene della sintesi espressa con una sola immagine concreta. Qualsiasi tema, insomma, la mente umana possa elaborare è riconducibile alle forme illustrate nei primi due libri Trenta Sigilli e Spiegazione dei Trenta Sigilli. La materia del discorso cambia, ma le forme in cui si esplica possono essere contenute entro il numero di trenta. Risulta evidente l’interesse pratico per questa dottrina che promette di agevolare l’acquisizione di conoscenza approfondita nei campi più disparati, dalla matematica alla storia, dal diritto alle lingue. Nel Sigillo dei Sigilli, infine, Bruno enuncia le regole da seguire nell’elaborazione del pensiero secondo l’insegnamento di Pitagora e Giambico, mette in guardia contro i principali errori cui si può andare incontro nell’arte di pensare e illustra i procedimenti logici da impiegare nel corso del processo cognitivo.
L’altro termine che Bruno impiega per indicare queste strutture è il greco matemi, gli oggetti della matesi, che è l’apprendimento per eccellenza, il più alto che si possa raggiungere, perché riguarda il modo di correlare e far interagire le nozioni ultime di ciascuna scienza. Al livello più basso, secondo la classificazione aristotelico-platonica, stanno i saperi pratici, sopra a questi i singoli saperi teorici, che inizialmente utilizzano dati del mondo fenomenico, e al vertice si situa proprio la matesi che amministra tutte le informazioni culturali al momento disponibili. Per impiegare il linguaggio di Popper e dello stesso Bruno, la matesi riguarda gli oggetti del mondo 3, il mondo della cultura in senso stretto.
Nella Prefazione e nell’Introduzione Claudio D’Antonio pone l’accento sulla coerenza del discorso iniziato con Il Primo Libro della Clavis Magna, nel quale venivano poste le basi della teoria dell’Intelligenza Artificiale, tema centrale della “filosofia nolana”, cioè della filosofia destinata a guidare al risveglio dell’Intelletto. Si delinea così la genesi delle strutture di una nuova lingua, la lingua imaginale, fatta di immagini e non di suoni, destinata a ricercare la verità invece che a convincere l’interlocutore, come invece accade per il linguaggio ordinario.