A caccia di geni

A cura degli Alunni dell'istituto omnicomprensivo verticale B.Spaventa di Città S.Angelo.
Docente referente: Prof.ssa Emanuela Graziani


È un viaggio tanto affascinante quanto complesso, quello che il nuovo libro dello scienziato Boncinelli, biologo molecolare di chiara fama, ci permette di fare, fino a raggiungere quel “grumo di cellule” che raccontano l’inizio della vita. È la “gastrulazione” infatti, come sottolinea Worlpert, “la fase più importante della nostra vita” e, da quel momento, ogni cellula si metterà in cammino, fino a raggiungere l’esatta posizione per potersi poi esprimere nel modo migliore. “A caccia di geni” (Edizione Di Renzo; pagg. 91; €8.20) ci racconta degli studi sviluppati da prestigiosi team in laboratori di ricerca italiani ed esteri, grazie ai quali si sono ampliate le attuali conoscenze sia riguardo alle fasi dello sviluppo embrionale dell’uomo, sia riguardo ai punti di contatto riscontrati tra quelle dell’uomo e quelle degli organismi della scala evolutiva (oltre le meduse).

È proprio a partire dallo studio degli insetti (drosofila) che si sono scoperte famiglie di “geni regolatori” che dirigono l’attività di altri geni, detti “esecutori”, per determinare l’esatta sequenza delle parti del corpo di questi piccoli organismi (capo-torace-addome). Tali geni architetti sono stati chiamati geni omeotici e una loro mutazione può determinare una disposizione alterata o ripetuta di un segmento corporeo.
Negli animali a simmetria bilaterale, nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, oltre ad assistere ad un processo di differenziamento cellulare, si può osservare un “processo di regionalizzazione”, attraverso il quale ogni cellula si posiziona in un punto specifico rispetto ai tre principali assi corporei (antero-posteriore, dorsoventrale, destra-sinistra). Entrambi i fenomeni sono regolati dai geni della famiglia HOX. Altri geni, siglati OTX2, necessari alla formazione della struttura cefalica, si sono trovati, grazie ad una fine tecnica di marcazione, in tutti gli animali a simmetria bilaterale e quindi anche durante lo sviluppo embrionale umano. Grazie ad un linguaggio che non recede mai da coerenza e correttezza scientifica, Boncinelli ci offre una trattazione sempre comprensibile, anche per i non esperti, che aggiunge un altro importante argomento, come appunto la scoperta di questi geni ancestrali, a favore della teoria Darwiniana. Appare allora ancora più “robusto” quell’albero che vuole rappresentare, con le sue diramazioni “accidentali”, la lunga strada della evoluzione della vita su questo nostro pianeta.