Giornale di Astronomia Marzo 2007 Volume 33° N1

I musei della scienza

E’ INCREDIBILE accorgersi della vastità del patri­monio scientifico conservato nel nostro Paese.
Il patrimonio artistico e umanistico italiano è ri­conosciuto ovunque per grandezza e importanza, altrettanto non si può dire di quello scientifico. Questa guida ha il merito di farci conoscere questa risorsa, in larga parte del tutto sconosciuta al grande pubblico. L'importanza di questa riscoperta risiede nella memoria storica del ruolo di primo piano degli scienziati italiani e del loro contributo al progresso delle ricerche scientifiche, ma soprattutto nella pos­sibilità di avvicinare molti a un tipo di conoscenza che in Italia continua a essere trascurata. Entrare in contatto con una teoria scientifica seguendo il percorso che ha portato alla sua genesi, toccando con mano gli strumenti e gli esperimenti che l'han­no convalidata, con tutta probabilità, è il modo che più di ogni altro consente di fare propri i principi che ne sono alla base.
Nelle "avvertenze dell'autore”, Massimo Bozzo ricorda che questo volume nasce da esigenze per­sonali di lavoro: giornalista scientifico da più di 25 anni, egli ha raccolto una quantità molto vasta di informazioni sulle collezioni scientifiche presenti in Italia. Questa raccolta ora è a disposizione di tutti, dagli addetti ai lavori agli appassionati della gita do­menicale nei musei, che potranno così avvicinarsi al mondo della scienza in un modo diverso da quello dei libri di studio e più simile a quello dei docu­mentari, vedendo in prima persona i prodotti e allo stesso tempo gli strumenti della scienza stessa.
Musei e raccolte sono ordinati per regione, dal nord Italia sino alle isole. In fondo al volume è pre­sente un indice per genere che permette di ritrovare rapidamente il museo di proprio interesse tra i tanti presenti.
Le numerose collezioni che fanno capo ai dipar­timenti universitari sparsi sul territorio nazionale sono riconoscibili dal diverso colore delle pagine a esse dedicate. Ad esempio (mi si perdoni un po' di campanilismo), la parte relativa alla città di Bologna si apre con una sezione dedicata al Sistema Museale d'Ateneo. Scopriamo così che ogni disciplina scien­tifica ha un suo museo, nel quale sono conservate le prove dell'attività di studio e ricerca compiuta nel corso dei secoli presso l'Ateneo bolognese. Si va dalla botanica all' anatomia, dall' astronomia alla fisi­ca, dalla mineralogia alla geologia, dalla cartografia all' architettura militare, fino ad arrivare alla veteri­naria nella sede distaccata di Ozzano Emilia. Ma a Bologna esistono altri importanti musei scientifici, non universitari; tra gli altri, il Museo del patrimonio industriale, sorto all'interno della più antica scuola tecnica del comune, l'Istituto Aldini-Valeriani, risa­lente alla metà dell'Ottocento; con le sue macchine, i suoi modelli dimostrativi e la sua documentazio­ne archivistica, è una testimonianza tangibile dello sviluppo industriale fra Otto e Novecento. Sempre a Bologna, come non ricordare il Museo Ducati. Mentre sito a qualche chilometro di distanza dal capoluogo emiliano, mi preme ricordare il Museo della bilancia di Campogalliano (Modena), molto ben curato e attivo in campo didattico. Nella sezione dedicata ai Musei universitari di Padova, ricordo il più antico orto botanico univer­sitario del mondo, fondato nel 1545. Naturalmente non manca l'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, ma neppure il Museo del mare e 1'Acquario di Genova e i meno noti come il Museo delle macchine per scrivere "Peter Mitterhofer" di Parcines (Bolzano), in cui, tra gli altri oggetti, è conservata quella che è considerata la più preziosa macchina da scrivere di tutti i tempi, la danese Malling Hansen (palla di scrittura) del 1867.
Insomma, si ha davvero la percezione che si tratti di un' opera completa ed esaustiva. Sottolineo che per ogni museo è riportato !'indirizzo geografico completo, l'eventuale indirizzo web ed e-mail, nu­mero di telefono, giorni e orari di apertura.
Se proprio un appunto dobbiamo fare a un' opera tanto pregevole, possiamo dire che la veste grafica non è delle più accattivanti e rispecchia la natura "professionale" del testo; mentre le schede - neces­sariamente molto sintetiche per questioni di spazio - non sempre rendono ragione delle dimensioni e completezza dei musei ricordati ... ma, a pensar­ci bene, anche questo è un pregio: stimolando la curiosità senza soddisfarla, il risultato è una spinta ancora più forte a visitare e scoprire di persona gli affascinanti luoghi elencati.

FRANCESCO POPPI

Massimo Bozzo, giornalista professionista, è stato dal 1979 al 2003 all'Ansa come redattore scientifico e responsabile del notiziario settimanale Scienza e Tecnica. Per il suo lavoro di divulgazione scientifica ha ricevuto vari premi.