Adnkronos, sabato 24 dicembre 2005, editoria

In libreria “I luoghi della scienza”, guida ai Musei italiani

Il panorama delle raccolte scientifiche nel volume di Massimo Bozzo

Roma, 24 dic. - Dal ‘Giardino di Archimede’ di Firenze al ‘Teatro della scienza’ di Alessandria, l’Italia è il Paese che in assoluto al mondo ha il maggior numero di Musei dedicati alla scienza. Se a questi si aggiungono le centinaia di raccolte di università, ministeri, enti, scuole, società, istituti di ricerca e privati cittadini, la mole delle collezioni storiche è veramente immenso. Purtroppo è patrimonio spesso malamente conservato, in stato di abbandono e talvolta non fruibile nemmeno dagli studiosi.
Attraverso quasi mille schede, il volume “I luoghi della scienza” di Massimo Bozzo, una guida ai musei e alle raccolte scientifiche italiane edito da Di Renzo Editore (269 pagine - 40 euro) colma il gap e delinea una mappa interessantissima, suddivisa regione per regione, dello scenario delle esposizioni scientifiche del nostro Paese.
“Questa guida - spiega l’autore Massimo Bozzo - intende far conoscere il grane patrimonio italiano di oggetti che hanno segnato le tappe del progresso scientifico”.
Nel volume, oltre ai grandi Musei, vengono infatti presi in considerazione centinaia di altri “Luoghi della scienza” di portata minore, ma non per questo meno importanti, la cui esistenza a volte non è nota nemmeno a chi lavora nella stessa istituzione. “In Paesi dove si dedica una maggiore attenzione a questi temi, - sottolinea l’autore - raccolte come quelle di alcuni nostri Istituti sarebbero alla base di musei con vasta affluenza di pubblico”.
Nel volume di Bozzo, inoltre, ogni scheda riporta indicazioni pratiche quali indirizzi, orari, storia, contenuti delle raccolte accompagnati anche da foto e eventuali attività didattiche indirizzate alle scuole.
I musei della scienza e dell’industria possono essere classificati in due tipi: musei storici, che conservano oggetti che sono stati importanti nello sviluppo della scienza e della tecnologia, e centri didattici nei quali si insegnano i principi che fanno riferimento a questi campi. Il primo tipo non esclude necessariamente il secondo; anche se la maggior parte delle istituzioni rientrano in una categoria o nell’altra.
“Oggi i musei maggiori - racconta Massimo Bozzo - sono soprattutto di proprietà degli Atenei con tradizioni secolari che, negli ultimi anni, stanno valorizzando questo loro patrimonio, nato per esigenze prettamente di studio e che conserva spesso apparecchiature originali che hanno rappresentato passi fondamentali nella storia del progresso scientifico e tecnologico, con nuovi allestimenti più fruibili anche dal pubblico e spesso anche con attività didattiche rivolte alle scuole”.
“Lo stesso - aggiunge l’autore - sta accadendo anche per istituzioni non universitarie, come nel caso del Museo della Scienza e della Tecnica ‘Leonardo da Vinci’ di Milano”.
“Conoscere il passato del progresso scientifico, oltre a far comprendere come questi temi siano stati importanti per il benessere anche economico di un Paese, potrebbe infatti - conclude l’autore - invogliare verso scelte di vita, soprattutto in un momento come questo in cui le vocazioni verso le facoltà scientifiche sembrano subire una flessione”.
Massimo Bozzo, romano, 61 anni, giornalista professionista, in più di 30 anni di divulgazione scientifica all’Ansa, ha scritto migliaia di notizie e articoli per agenzie, quotidiani, periodici, riviste specializzate e per la Rai, oltre ad alcuni libri. Per il suo lavoro di divulgazione scientifica ha ricevuto vari premi.