la Voce d’Italia, domenica 5 novembre 2006, cultura

Un professore americano e l’arte romana

Un libro interessante che può allargare i nostri orizzonti

Federica Giordani

Richard Brilliant non è un tipico studioso d’arte così come non è tradizionale il suo libro. Non rimpiange la sua formazione giuridica perché è stata proprio quest’ultima a regalargli la capacità di leggere i fatti, anche artistici, così come riesce a fare. questo libro raccoglie alcuni dei suoi centinaia di articoli dedicati all’arte romana. Lo sguardo di un americano sull’arte, quindi: una passeggiata nel bosco della storia dell’arte romana, che troppo spesso viene considerata secondaria a quella greca e, per questo,pensata come non del tutto originale. Ma il professor Brilliant ci racconta un’altra verità, un’altra storia.
Dallo studio attento e meticoloso sulle funzioni narrative dell’arte romana (con una bella analisi sulla struttura della Colonna Traiana, alle interessanti considerazioni sulla funzione del ritratto e della sua storia. A quest’ultimo argomento è dedicato il capitolo “Portature and the Self” del 1992, nel quale Brilliant descrive il ritratto come “La naturale risposta dell’uomo alla tendenza umana al pensare a se stessi, a se stessi in relazione agli altri e agli altri in relazione ai noi stessi e agli altri”. Una analisi brillante ed originale di un professore emerito delle Columbia University che può allargare i nostri orizzonti riguardo una parte della storia dell’arte che ci riguarda molto da vicino.

(Richard Brilliant, Roman Art an American’s view, Di Renzo Editore, pp. 89, euro 10,00)