M!ND, n. 3 ottobre/novembre 2005, pag 27, la biblioteca di M!ND

Avventure di un designer quantico

Giulia Macrì

(Federico Capasso, Avventure di un designer quantico, Di Renzo Editore, Roma 2005)

“Insegnare è bello perché un’ottima ora di lezione ti fa dimenticare anche una pessima giornata, dove tutto è andato storto, dandogli significato. È anche bello trasmettere agli studenti (...) la tradizione orale della scienza: quella che non si impara sui libri ma dai maestri; in particolare quei modi di pensare spesso intuitivi che vengono da tanti anni di esperienza e che sono spesso importanti per aprire nuove strade”. Fisico, ricercatore, manager, Professore di Fisica applicata alla Harvard University, nonché inventore del laser a cascata quantica, Federico Capasso rivela nelle pagine di questo bel volumetto tutto il suo entusiasmo per la nuova avventura che affronta - l’insegnamento – dopo quelle dell’indagine scientifica, della sperimentazione, o della ricerca applicata all’industria, che l’hanno visto, pioniere o manager di successo, sempre in posizione di spicco. Malgrado le incontrastate affermazioni in campi anche diversi, Capasso conserva la freschezza e la passione del talento ancora acerbo ma pieno dell’ebbrezza della scoperta e, lungi da ogni retorica, consiglia ai suoi studenti, accanto alla gradualità, la passione e un pizzico di fanatismo.
La collana I Dialoghi della Di Renzo Editore offre storie assai affascinanti ai suoi lettori, perché gli autori, stimolati dalle discussioni e dalle domande dei curatori, raccontano se stessi e il proprio lavoro con trasporto autentico, sicché la lettura risulta particolarmente trascinante.
È anche il caso della vita e dell’operato di Capasso, scienziato italiano trapiantato negli Stati Uniti che qui ci intrattiene con la sua carriera nei laboratori della Bell (uno dei maggiori centri di ricerca industriale del mondo), degli esperimenti con i dispositivi quantici o con l’effetto Casimir: poche pagine pregne di cultura, scienza, anelito al progresso, ma anche umanità e spiccata sensibilità, che si concludono con un “...L’avventura continua”, speriamo contagioso per chiunque le legga.