Il Messaggero. 24 luglio 1998
Vita nuova: esce il primo romanzo

Angela Capobianchi, dalla toga al thriller

L. M.

Un po’ per gioco e un po’, anche per amore: è così che la penna e il foglio, sempre meno bianco, sempre più fitto, cominciano a fare compagnia alle notti insonne di Angela Capobianchi, insonni per una sola ragione; perché Antonio, il figlioletto di pochi mesi, strilla a più non posso. Ed è grazie a lui, ai suoi strepiti notturni, che Angela inizia la sua veglia di madre-giornalista e, contemporaneamente, accarezza la voglia di disfarsi per sempre, della toga. Quarant’anni, avvocato civilista fino a due anni fa, quattro anni al consiglio dell’ordine, sposata, un bimbetto che ora ha due anni e mezzo, Angela Capobianchi ha pubblicato per la Di Renzo editore (sede a Roma, origini di Lettomanoppello), il suo primo libro, “Le ragioni del lupo”, un legal thriller accattivante e coinvolgente, di quelli che ti lasciano col fiato sospeso e che bevi tutti di un fiato, compagno inevitabile delle vacanze estive. Lo presenterà domani, alle 18.30 a Villa De Carlo, ospite della sua amica Teresa.
Perché senza amici, e gli amici-avvocato, forse questo libro non sarebbe mai nato. Fondamentali, determinanti, consiglieri e critici fino all’ultimo. Come Sandra Pantaleone, che insieme a lei vide un film giallo al cinema e si divertì, una sera, a farlo a pezzi: ”Siamo avvocati – racconta Angela – e sono tante le cose che secondo noi non tornavano in quel film, e ridemmo tutta la sera appassionandoci ad immaginare trame diverse”. Come Roberta Nardinocchi, la prima ad aver letto la bozza del libro e che alla fine prende il telefono e le dice: “Capobià, finale eccezionale”. Come Dante Fani, che l’ha trovata a trovare l’editore, operazione non facile per chi non è del giro. Come il presidente dell’Ordine Lucio De Benedictis, convertito alla lettura del thriller per cortesia e uscito dall’esperienza letteralmente entusiasta.
Lettrice accanitissima di gialli, che scopre soltanto otto anni fa (“prima la consideravo lettura di second’ordine”, dice), divoratrice di tutto quello che sforna il mercato editoriale, Angela si diverta a raccontare di quando, a otto anni, scriveva sul diario da grande voglio fare la scrittrice. Ora no, scrittrice non ci si sente ma chissà che non lo diventi; la toga è appesa, il tempo c’è. E dalla prossima settimana due magnetici occhi gialli di lupo ci guarderanno dagli scaffali delle librerie.
Un legal thriller italiano, insomma, dove Angela riversa tutta la sua (ex) passione di avvocato, tutta la sua grinta e la voglia di divertirsi. Studia, consulta psichiatri, gira per i corridoi delle procura e dei commissariati accompagnata dai suoi amici (sempre loro) penalisti, per ricostruire al meglio gli ambienti giudiziari. Mal ripagati, i suoi amici avvocati, almeno nel libro, finiscono letteralmente massacrati, vittime di quel serial Killer che farà impazzire e terrorizzerà un’intera città di provincia. “Che non è Pescara – spiega Capobianchi – Voglio precisarlo: il libro è totalmente di fantasia, nessuno potrà riconoscersi perché i personaggi, a cominciare dal commissario Cesare Nappi, per finire con gli stessi avvocati, sono totalmente inventati”. Ma chissà che la caccia non scatti lo stesso.