Newsletter n.1, febbraio 2005 del SNS – Sindacato Nazionale Scrittori, a cura di Di Renzo Editore

È morto Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano

A settandue anni è scomparso a Roma il massimo psicanalista italiano di scuola junghiana. Nato a Napoli nel 1933 Aldo Carotenuto si era a lungo occupato di rapporti tra psicanalisi e letteratura, a partire dal libro L'autunno della coscienza ('85) che era dedicato all'opera di Pier Paolo Pasolini. In seguito si era occupato di Kafka nel volume La chiamata del Daimon, mentre Le rose della mangiatoia era dedicato ad Apuleio; vanno inoltre ricordati alcuni suoi studi su Dostoevskij, Shakespeare e Bousquet. Tra le tante sue pubblicazioni grande successo anche all'estero ebbe il libro Sabina Spielrein tra Jung e Freud ('80),dove si illuminava la relazione "impossibile" tra Jung e la Spielrein e l'intervento di Freud a tacitare quell'amore non ortodosso. Ha ricordato Stefania Scateni sull'Unità che "particolare attenzione ha dedicato Carotenuto al problema dell'amore di transfert, in molti scritti… ha affrontato la questione dei rapporti tra analista e paziente e sottolineato l'inautenticità del concetto di "neutralità". La materia stessa che è fonte e oggetto di lavoro psicanalitico, cioè la storia intima del paziente, diceva, rende l'analisi per eccellenza il luogo di Eros e Thanatos. Solo la consapevolezza della forza degli affetti che circolano all'interno della coppia analitica rende l'analista capace di fronteggiare le sofferte richieste del paziente, laddove la negazione del coinvolgimento rende l'analista vulnerabile e cieco". Era Aldo Carotenuto uno psicanalista dichiaratamente appassionato dell'amore e della passione d'amore e che, proprio per questo, non ha mai rischiato di essere vittima del "ritorno del rimosso".