Associazione Divulgazione Scienze Astronomiche «G. Plana»

Majorana astronomo dilettante

Amilcare De Leo

Ancora oggi la scomparsa del grande fisico Ettore Majorana rimane sconcertante e misteriosa, nonostante le ricerche affannose della polizia fascista allora e le più recenti congetture di Erasmo Recami, del quale Di Renzo Editore ha appena pubblicato «Il caso Majorana. Epistolario, documenti, testimonianze» (Roma, 270 pagine, 12,39 Euro).

Ma se il mistero rimane - e riteniamo stia nell’uomo più ancora che nello scienziato - affiorano particolari biografici poco noti. Durante l’iter della sua breve vita, scopriamo per esempio, un Majorana appassionato di astronomia. Anche suo fratello Luciano, ingegnere civile, specializzato in costruzioni aeronautiche, si dedicò poi alla progettazione e alla costruzione di strumenti per gli osservatori di Monte Mario (Roma), del Gran Sasso (L’Aquila) e dell’Etna (Catania). La sorella Maria parlando di Ettore così si esprime (Recami “Il Caso Majorana):«…Ho molti ricordi d’infanzia. D’autunno andavamo in villeggiatura sull’Etna. Nelle notti senza luna Ettore mi indicava il cielo, le stelle, i pianeti: tutte le volte era una piccola lezioni di astronomia. Le sue parole mi tornano in mente ancora oggi, ogni volta che alzo lo sguardo verso il cielo stellato…Mi piace ricordarlo così, mentre mi invita a guardare il cielo e mi insegna a chiamare per nome le stelle».
Inoltre, grazie a un piccolo volume di Valerio Tonini («Il taccuino incompiuto: vita segreta di Ettore Majorana», Roma, Armando, 1984), abbiamo gustato un lungo saggio sulla «Concezione deterministica della natura che racchiude in sé una reale causa di debolezza nell’irrimediabile contraddizione che essa incontra con i dati più certi della nostra coscienza». Questo articolo (pubblicato postumo sulla rivista «Scientia» nel 1942) fu scritto in origine per una rivista di sociologia. Ma non fu pubblicato proprio per quella scontrosa timidezza che aveva l’autore ad aprirsi con gli altri. Questo lavoro, di cui trascriviamo testualmente una prima parte per poi invitare o stimolare i lettori a leggerlo integralmente, è stato conservato, come scrive Tonini, dalla amorosa cure del fratello: «È compito della fisica speciale lo scoprire volte per volta quanto occorre per l’uso effettivo dei principi della dinamica, cioè la conoscenza di tutte le forze in gioco. In un caso tuttavia è stato possibile trovare l’espressione generale delle forze che nascono fra i corpi materiali: nel caso cioè che questi siano isolati e agiscano quindi reciprocamente solo a distanza. In questo caso, a prescindere dalle forze elettromagnetiche scoperte posteriormente e che si manifestano però solo in particolari condizioni, l’unica forza agente si riduce alla gravitazione universale, la cui nozione fu suggerita a Newton dall’analisi matematica delle leggi di Kepler. La legge di Newton è tipicamente applicabile allo studio dei movimenti degli astri che, essendo separati da immensi spazi vuoti, possono effettivamente influenzarsi a vicenda solo per un’apparente azione a distanza. Come è noto, tale legge è realmente sufficiente per prevedere in ogni aspetto e con esattezza meravigliosa tutto il complesso svolgimento del nostro sistema planetario…».