ilSole-24ore, domenica 26 febbraio 2006, pag. 38

Così un filosofo può diventare scienziato

Armando Massarenti

Ecco un istruttivo mea culpa pronunciato da un pensatore a noi contemporaneo: «Noi filosofi vaghiamo, da un lato, tra la ristrettezza e l’ottusità di taluni pensieri rosicchiati e, dall’altro, tra visioni grandiose, ma imperfette. Il fatto che gli scienziati possano dimostrare piuttosto velocemente la correttezza o meno delle loro ipotesi rende queste ultime più solide e penetranti di quelle filosofiche».
Il filosofo in questione è uno dei più importanti del momento, l’americano Daniel Dennett. Ciò che racconta in Dove nascono le idee, un aureo volumetto appena pubblicato da Di Renzo Editore, è, tra le altre cose, la storia esemplare di come un filosofo di vaglia si sia avvicinato alla scienza. Dopo aver pubblicato Brainstorms, alla fine degli anni Settanta, gli capitò di frequentare numerosi ricercatori nel campo delle scienze cognitive, «volenterosi, e addirittura entusiasti», di scambiare informazioni con lui. Così, racconta Dennett, «ho potuto accumulare, direttamente dalla voce dei più preparati, nozioni di linguistica, intelligenza artificiale, psicologia, neuroscienze e biologia dell'evoluzione». Gli scienziati, dal canto loro,benché fossero «inizialmente restii o indifferenti alla filosofia, si lasciarono poi trasportare volentieri nell'ambito delle “grandi questioni della vita”, cercando a volte di contribuirvi con qualche loro opinione personale». Un filosofo di professione avrebbe potuto aiutarli ad approfondirle e a renderle più sistematiche. Ma, ancora più importante, avrebbe cominciato a capire, come nel caso di Dennett, che «le idee partorite dalla scienza sono per loro natura più belle e piacevoli da contemplare di tante idee che s’incontrano nei periodici di filosofia». Fu così che la scienza entrò nella sua filosofia: «la mia visione circa il ruolo del filosofo si è andata gradualmente ridisegnando, con l’intento di fornire basi teoriche e chiarimenti concettuali che siano valutabili, empirici e scientifici». È il vecchio sogno di Quine, che non è mai stato tanto vicino dall’essere realizzato.