L’Ateo, n. 2, aprile 2008, pag. 35, recensioni

Attraverso la storia delle religioni

di Raffaele Carcano

(Alfonso Maria di Nola, Attraverso la storia delle religioni, Di Renzo Editore)
Nel decennale della scomparsa è stato ripubblicato questo interessante libro di Alfonso Maria di Nola, uno dei più noti storici italiani della religione, curatore e autore di gran parte delle voci della monumentale Enciclopedia delle religioni Vallecchi.

Lo scopo del libro, apertamente dichiarato, era quello di avvicinare i lettori non credenti a una disciplina, la storia delle religioni, per cui molti di essi provano aprioristicamente una discreta repulsione, sia essa il prodotto di più o meno lontani insegnamenti catechistici o di più o meno recenti interventismi vaticani. Eppure la tradizione degli storici della religione, in Italia, è (o meglio è stata, fino a pochi anni fa) di assoluto livello internazionale, con nomi come Pettazzoni, Brelich, De Martino, Sabbatucci, Tullio Altan e per l’appunto di Nola: studiosi che, pur nella diversità degli approcci, hanno saputo caratterizzare le proprie opere per una assoluta indipendenza da qualsiasi opzione religiosa, in radicale contrapposizione alla fenomenologia mistica di un Mircea Eliade.

Questo libro rappresenta dunque un’utile introduzione per tutti i lettori de L’Ateo che volessero avvicinarsi allo studio delle religioni da una prospettiva razionale: scritto da di Nola poco prima di morire, quando una menomazione fisica gli impediva una consultazione minuziosa della propria biblioteca, si rivela un testo dallo stile colloquiale e perfino autobiografico, privo di ogni accademicità e pertanto accessibile a chiunque. Il contenuto, in pratica, è una raccolta di tanti brevi saggi: una degustazione, per così dire, di ciò che potrebbe riservare la materia a coloro che le si accostassero.

L’autore, avendo dedicato la propria vita soprattutto agli studi della superstizione e delle tradizioni popolari, riserva ad esse anche in questo caso la parte del leone. Rispetto all’opera di De Martino, cui è stato frequentemente accostato per la comune militanza marxista, è stata rilevante la capacità del di Nola di non fermarsi all’opzione meridionalista: riuscendo in tal modo a esplorare anche le regioni più industrializzate e, proprio per questo, considerate a torto “più evolute”, in una prospettiva comparativa che abbracciava comunque l’intero pianeta.

I temi affrontati nel volume sono molti: è immaginabile che i lettori si lascino conquistare più facilmente dai giudizi sui papi e dalle sorprendenti “qualità” dei santi, ma i passaggi più interessanti sono, a mio parere, soprattutto le riflessioni a 360 gradi su fenomeni quali le iniziazioni rituali o le elaborazioni del lutto, perché in grado di far comprendere più in profondità un fenomeno, come quello religioso, che non può non trovare le sue radici nei reconditi accessi della mente umana.