La Gazzetta del Mezzogiorno, mercoledì 11 aprile 2001, Cultura & Società, pag. 23

Arcipelago di volumi meraviglie

Dalle «Avventure di mare e di scienza» di Paolo Budinich

ai tanti libri di matematica, fisica, arte…

Gianfranco Dioguardi

Ho letto per caso, ma con appassionante interesse, L'arcipelago delle meraviglie. Avventure di mare e di scienza di Paolo Budinich attratto, soprattutto dall'insolito sottotitolo (Di Renzo Editore). Sono rimasto affascinato dalla straordinaria vita del professore nato sull'isola di Lussino, che negli anni Sessanta portò avanti l'idea di creare a Trieste un grande Centro internazionale di ricerca in Fisica, sotto la bandiera delle Nazioni Unite: una sorta di copia della Scuola normale superiore di Pisa in grado di sfruttare strategicamente la posizione geografica della città e la sua centralità rispetto all'Europa.
Nel libro vengono raccontate le avventurose vicende e le battaglie diplomatiche che un evento così importante sempre inevitabilmente comporta. Si chiamò Ictp, «International Center for Theorethical Phisics», e doveva essere orientato anche verso i paesi del Terzo mondo. Per questo lo diresse Abdus Salam, pachistano, destinato a essere insignito nel 1979 del Premio Nobel per la Fisica insieme con Steven Weinberg e Sheldon Lee Glashow, proprio per le ricerche da lui condotte nell'ambito dell'istituzione triestina. Si racconta del sodalizio che Budinich stabilì con Salam, e sono straordinari i ricordi dei suoi incontri con i massimi fisici del mondo: Heisemberg a Gottinga; Wolfgang Pauli a Zurigo; Dirac, Oppenheimer e Kastler, premio Nobel per la scoperta del laser, a Trieste, sempre nel corso delle riunioni tenute all'Ictp. Si rivivono pagine inedite dell'esaltante mondo della fisica del Novecento attraverso la frequentazione diretta con coloro che ne furono i protagonisti. E poi, ancora, si partecipa alle ansie e alle aspettative che portarono alla fondazione della Sissa, la «Scuola Superiore di Studi Avanzati» di Trieste, creata il 6 marzo 1978 con il D.P.R. n. 102.
I racconti di scienza e di gestione delle importanti istituzioni si accompagnano ai ricordi del mare di Trieste, tanto amato in particolare per quel bellissimo arcipelago che lo caratterizza e che giustamente può essere definito delle «meraviglie». Il libro diviene così un vero e proprio «ricordo-rifugio a cui ricorrere in caso di bisogno, quando niente sembra più andare per il verso giusto». Il qual fatto ben rappresenta il «mestiere di vivere», tanto intensamente e proficuamente interpretato da Paolo Budinich. Un mestiere nel quale sono presenti anche tanti momenti di sconforto e di amarezza, come ciascuno di noi può ben testimoniare riferendosi alla propria esistenza.
Così incuriosito dall'affascinante racconto di questa avventura umana, piuttosto inusuale nella ordinaria editoria, mi sono interessato all'editore e agli altri suoi libri. Ho allora scoperto che Sante Di Renzo pubblica lavori di scienza (fra l'altro quelli dell'Accademia dei Lincei) e io stesso mi sono accorto di aver frequentato le sue edizioni in tempi oramai lontani quando, appassionato del grande filosofo della matematica Luigi Fantappié, avevo trovato i suoi lavori pubblicati proprio da Di Renzo. Lessi a quel tempo, di Fantappié, le Conferenze scelte (1992/3) e poi i Principi di una teoria unitaria del mondo fisico e biologico (1993) pubblicati nella «Collana Arcobaleno» dove, sugli stessi argomenti, si trovano anche i lavori di Giuseppe e Salvatore Arcidiacono, allievi del grande matematico.
Di recente, nella stessa collana, Di Renzo ha pubblicato altri due bellissimi saggi diventati grandi successi editoriali. Si tratta di Enrico Fermi e i secchi della sora Cesarina di Fabio Cardone e Roberto Mignani, e Il caso Majorana di Erasmo Recami. Per entrambi, i sottotitoli sono esplicativi del loro interesse: per Fermi: Metodo, pregiudizio e caso in fisica, che furono elementi fondamentali del successo degli esperimenti dei «ragazzi di via Panisperna»; mentre per quanto riguarda il mistero di Ettore Majorana, il libro nasce come Epistolario, documenti, testimonianze.
Ma il mio interesse maggiore era rivolto a quella innovativa «Collana i Dialoghi», dove ho trovato tanti altri libri bellissimi scritti da grandi personalità del mondo della scienza (per esempio Margherita Hack che racconta Una vita tra le stelle, e poi Giuliano Toraldo di Francia, Paul Davies, Ervin Laszlo, e tanti altri fino allo stupefacente L'importanza di essere imprevedibili di Freeman Dyson), dell'economia (come Christopher Freeman e il nostro Sergio Ricossa), dell'arte (molto interessante la testimonianza intervista di Federico Zeri).
Nel caso di tutti questi autori il canovaccio è simile: il libro viene costruito insieme all'editore che si incuriosisce alla loro storia, pone domande per chiarire meglio il racconto, sollecita i ricordi del protagonista e di come sia approdato al successo, evidenzia il passato che si proietta nel futuro. Nessuna delle domande viene riportata nel testo, così da lasciare l'autore unico protagonista di un racconto piacevole e intrigante quanto non mai.
Ecco allora che, mentre la grande editoria è sempre più appiattita in una noiosa uniformità di titoli banali e insignificanti, da un piccolo straordinario editore-imprenditore emerge l'affascinante richiamo dell'innovazione, un richiamo che si esprime in una collana di invenzioni esaltanti perché tutte legate alla meravigliosa avventura dell'esistenza.