il Centro, mercoledì 4 aprile 2001, Cultura e Società

Da Chomski a Zeri e Gullotta - «I dialoghi» nei volumi Di Renzo

Nuova collana dell'editore abruzzese

Marco Tabellione

Una collana di scienza, filosofia, religione, psicologia, per riflettere sui sogni, la fede, il mare, la scienza, la politica, eventi come le crociate, dimensioni come l'arte, la poesia, la filosofia cyberpunk, e altro ancora in un caleidoscopio di pensiero e ricerca dal grande fascino e spessore culturale.
È la collana I dialoghi approntata da un editore abruzzese che svolge la sua attività a Roma, Di Renzo Editore, che ha sfornato una serie di pubblicazioni di grande interesse.
Si tratta di saggi di facile accesso, derivati da approfondite discussioni avute con l'autore il quale, rispondendo ad alcune domande, riesce a dare un sunto estremamente chiaro e succinto del risultato delle sue ricerche, come se fosse il lettore stesso a porre le domande, almeno nelle intenzioni dei creatori della collana.
In essa si possono leggere autori celebri come Aldo Carotenuto, Federico Zeri, Noam Chomsky, discussi come Ernst Nolte, popolari come Leo Gullotta, e interessanti come Giuseppe e Salvatore Arcidiacono.
Questi ultimi sono realizzatori di studi approfonditi sulla fisica come «La relatività dopo Einstein» di Giuseppe Arcidiacono, oppure «Spazio, iperspazi, frattali» sempre di Giuseppe Arcidiacono, o ancora «L'evoluzione dopo Darwin» di Salvatore Arcidiacono.
Di estremo interesse è ad esempio il saggio di Chomsky pubblicato da Di Renzo, intitolato «Linguaggio e politica». In questo libro il grande linguista americano dà qualche assaggio della sua abilità analitica, soprattutto nell'individuare i legami tra il linguaggio e la realtà.
Di un certo rilievo è anche il volumetto di Ernst Nolte intitolato «L'eredità del Nazionalsocialismo» imperniato su un paragone tra Hitler e Milosevic alla luce della pulizia etnica tentata nei Balcani.
Allievo di Martin Heidegger, Nolte si è occupato spesso di nazionalsocialismo e in questo dialogo ricostruisce una buona fetta di storia dell'ultimo secolo, tracciando un filo che dal bolscevismo passa attraverso il nazionalsocialismo fino a sfociare nella recente guerra del Kosovo.
Ma tra i volumetti più accattivanti si pone sicuramente il libro di Yehuda Amichai, uno dei primi poeti contemporanei a scrivere in ebraico rifacendosi alla lingua della Bibbia.
Il dialogo con Amichai intitolato «Ogni uomo nasce poeta» si presenta come una sincera testimonianza di un uomo che dalla guerra, combattendo per lo stato d'Israele, è passato alla purificazione letteraria grazie alla scoperta della poesia, un incontro indimenticabile quello con Amichai, per la saggezza di quest'uomo, morto l'anno scorso, ma rimasto impresso nella memoria collettiva mondiale.