Panorama Tirreno, febbraio 2005, pag. 9

Il mondo arabo che guarda a Occidente


Armando Ferraioli

Non si può negare, e l’opera di Al-Azm ne è una lucida conferma, che da sempre la storia del mondo arabo e dell’Islam si intreccia al nostro Occidente, non tanto per le sue comuni matrici culturali ma anche, e soprattutto, storiche, se si considerano i comuni trascorsi di colonialismo ed imperialismo che ne hanno in entrambe condizionato il corso della storia. Anzi, ci dice il nostro, occidentalista di eccezione, che la conoscenza della storia araba risulterebbe addirittura incomprensibile senza il ricorso a quella europea. Giunto alla sua seconda edizione, “L’Illuminismo islamico”, edito dalla Di Renzo Editore, da sempre attenta all’approfondimento di temi di attualità, offe un’acuta indagine delle strette correlazioni esistenti tra le due realtà evidenziandone un parallelo sorprendente sia sul piano della politica che su quello delle riforme. Alla luce di un’analisi attenta, che non risparmia questione di vario interesse come quella palestinese, a cui è dedicato un significativo capitolo, o quella relativa al processo di pace in Siria, emerge dal libro, con tutta la sua irruenza, l’invito dell’autore, rivolto a quella parte del mondo arabo arroccato nel suo conservatorismo spesso foriero di discriminazioni, ad uscire dal suo ancestrale isolazionismo, a venire a patti con la modernità, a partecipare ai processi della storia contemporanea da cui, quando non è addirittura escluso, l’uomo arabo stenta a trovare una collocazione altra da quella di soggetto a latere nello scacchiere geo-politico e culturale, consapevoli tuttavia che una scelta del genere non è facile da perseguire appieno a causa delle ferree resistenze contro cui si scontrerà inevitabilmente.