la Repubblica, martedì 15 febbraio 2005, pag. 43

I due volti di Carotenuto

L’analista è morto a Roma all’età di settantadue anni

Luciana Sica


Con Aldo Carotenuto – stroncato da una crisi cardiaca all’età di settantadue anni – scompare uno dei protagonisti “storici” della cultura Junghiana. Allievo del grande ed eccentrico Ernst Bernhard (il terapeuta di Fellini e della Ginzburg ), studioso di fama internazionale, professore di Teorie della personalità alla Sapienza di Roma, Carotenuto è stato l’analista più chiacchierato di questo Paese, il più famoso e il più invidiato, il più amato ed il più odiato.
I suoi detrattori – molto astiosi – parlavano di lui come dell’Alberoni della psicoanalisi italiana: per la sua tendenza che si è andata accentuando negli anni a pubblicare libri poco “facili” e inclini al rosa. Gli amici, gli allievi, e soprattutto i pazienti – spesso di gran nome, come ad esempio Fernanda Pivano – lo hanno invece sempre difeso pubblicamente, lo hanno considerato piuttosto un uomo fragile e narcisista, magari infantilmente bisognoso di essere amato, comunque un intellettuale di grande generosità umana e professionale, e per certi versi geniale.
Una decina di anni fa, il gran circo mediatico entrò in fibrillazione per un “incidente” indubbiamente solleticante – la denuncia di un ex paziente sedotta e abbandonata, seguita dall’uscita del terribile dongiovanni dall’associazione italiana di psicologia analitica ( l’Aipa ). Ma alla fine non è per questo episodio che si ricorderà Carotenuto: la pericolosa confusione tra stanza d’analisi e stanza da letto, i “transfert erotici” sono casi ricorrenti nel mondo dell’inconscio e hanno travolto diversi illustri custodi del sapere junghiano e freudiano, magari con meno clamore.
È invece la capacità di lasciare un segno originale che è decisamente più rara, e Carotenuto rimarrà come lo studioso che ha “scoperto” un capitolo illuminante della storia della psicoanalisi, ricostruendo per la prima volta il triangolo – non solo intellettuale – che ha avuto per protagonisti Jung, Freud e la mano nota Sabina Spielrein: il suo Diario di una segreta simmetria, pubblicato da Astrolabio nel 1980, è un libro fondamentale sul piano scientifico, non a caso tradotto anche in giapponese.
Quando, un paio di anni fa, fece la sua comparsa il film di Roberto Faenza – Prendimi l’anima – dedicato alla figura della Spielrein, ebrea russa bella e psicotica, paziente e poi amante di Jung, più tardi devotissima a Freud, comunque a lungo schiacciata dalla personalità dei due giganti, Carotenuto ne fu davvero molto ferito, disse di sentirsi “derubato”, si dolse di essere stato citato solo nei titoli di coda: un po’ troppo en passant, effettivamente.
Analista controverso ma coltissimo, appassionato della creatività umana e del suo rapporto con la malattia, Carotenuto ha dedicato molti dei suoi studi a scrittori come Pisolini, Kafka, Dostoevskij, Shakespere, Bousquet. Una volta accantonati i pettegolezzi e le battute – quelle si, troppo “facili”, - bisognerà pienamente riconoscere il suo ruolonel grande teatro della psicoanalisi, frequentato spesso da mediocri ragionieri dell’anima.
«Bisogna distinguere tra la produzione saggistica di Carotenuto e la sua personalità che conteneva elementi oscuri, come del resto si potrebbe dire per ogni individuo». Mario Trevi, il grande autorevolissimo vecchio dello junghismo italiano, riconosce l’importanza di moltiu libri di Carotenuto, magari quelli meno celebri. Opere che hanno affrontato il pensiero asistematico e contraddittorio del maestro svizzero (Senso e contenuto della psicologia analitica, Bollati Boringhieri; Jung e la cultura italiana, Astrolabio), lo sviluppo psichico femminile (La scala che scende nell’acqua, Bollati Boringhieri), la tesi di Neumann sullo sviluppo della coscienza maschile (Il labirinto verticale, Astrolabio) fino al Trattato di psicologia della personalità (Cortina) e alla direzione per la Utet dei due volumi del Trattato di psicologia analitica.
I funerali di Aldo Carotenuto si terranno alle undici di questa mattina, a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere.

Con Di Renzo Editore, Aldo Carotenuto ha pubblicato:
La mia vita per l'inconscio
Il mondo dei sogni