Ayala, grande scienziato e pacato, ma efficace argomentatore

Edoardo Boncinelli

(Prefazione al libro "Le ragioni dell’evoluzione" di Francisco J. Ayala, Di Renzo Editore, Roma)

Francisco Ayala è uno dei pochi scienziati che sa parlare dell’evoluzione biologica in maniera equilibrata e persuasiva, senza eccedere in tecnicismi, senza indulgere in sofismi di parte e senza inutili rigidità. Da sempre.
Una trentina di anni fa mi imbattei in un libro (1) che ancora oggi posseggo e che fu per me una rivelazione: si poteva parlare dell’evoluzione, delle sue prove e delle sue implicazioni, in maniera piana, chiara, documentata e razionalmente persuasiva. Da allora ho sempre seguito i lavori più importanti di Ayala e di tanto in tanto l’ho incontrato personalmente, traendone ogni volta qualche utile insegnamento e sempre piacere intellettuale.
L’idea della evoluzione biologica è una delle maggiori conquiste della scienza e dell’intero cammino culturale dell’uomo. Ha gettato una luce unificante su tutti i processi biologici e ci ha insegnato a pensare a questi, e non solo a questi, in maniera diversa. La biologia di oggi non potrebbe esistere senza una valida prospettiva evoluzionistica.
Purtroppo, però, questa viene esposta generalmente male, per una varietà di ragioni, prima fra tutte la ricchezza delle sue implicazioni ideologiche. La stragrande maggioranza della popolazione la ignora o, peggio, ne conosce un’infima parte in una versione parziale e distorta. Molti la avversano, più o meno consapevolmente, ma anche quelli che la difendono e la espongono al grande pubblico ne danno di rado una versione equilibrata. Assumono spesso toni tribunizi, assolutamente fuor di luogo nell’esposizione di una teoria scientifica, e tendono spesso a darne una visione di parte. Con il risultato che la gente si fa l’idea che anche tra i suoi sostenitori ci siano grandi dibattiti e una notevole incertezza. Persone intelligenti e capaci come Richard Dawkins e Stephen J. Gould, entrambi evoluzionisti convinti, esasperano le loro divergenze di opinione, allo scopo di aumentare le vendite dei loro, peraltro bellissimi, libri, lasciando così disorientato il lettore non specialista e facendo in definitiva gongolare i detrattori dell’evoluzionismo appartenenti alle più diverse parrocchie. Le nefaste conseguenze di tutto questo si possono riscontrare nella maniera più evidente nel nostro paese nel quale anche le persone colte hanno dell’evoluzione biologica un’idea a dir poco cervellotica.
Sono quindi particolarmente grato a coloro che, come Francisco Ayala, espongono i concetti fondamentali e le implicazioni della teoria dell’evoluzione biologica in maniera chiara ed equilibrata, offrendo anche esempi concreti di evoluzione in atto, applicata ad esempio all’epidemiologia e alla medicina in generale. Personalmente ho molto apprezzato nella presente breve trattazione i contributi dati dall’autore stesso allo studio della malaria e del “Chagas”, fulgidi esempi di applicazioni mediche del pensiero evoluzionistico chiamato ad illuminare le pratiche della più moderna biologia molecolare. Buona lettura e... buon divertimento!

1) Evolution di T. Dobzhansky, F.J. Ayala, G.L. Stebbins e J.W. Valentine. Freeman, San Francisco, 1977