Società e Politica, Rivista scientifica internazionale di scienza della politica, storia e sociologia, Anno II, numero 3, aprile 2002, pag. 72

Giordano Bruno, Il quarto libro della CLAVIS MAGNA
ovvero l’arte di inventare con trenta statue

(Di Renzo Editore, Roma)

Giordano Bruno Nolano (1548-1600). Nacque a Nola ed ebbe sempre caro l’appellativo di Nolano, che indica la sua origine ma anche il suo destino, nolanus infatti è il frate scampanellatore (da nola, lat. Campanella), che risveglia gli altri dal sonno, e difatti si defini pure “risvegliatore delle coscienze”. Con la sua morte a Campo de’ Fiori fu bloccato lo sviluppo e la diffusione dell’Intelligenza Artificiale e l’umanità ha goduto di una moratoria nel processo di coscientizzazione di chiarificazione dei processi psichici.
L’opera, curata da Claudio D’Antonio, completa un lavoro più ampio sulla Clavis Magna nella quale Giordano Bruno portava a termine il suo studio sull’Intelligenza Artificiale. Bruno presentava trenta soggetti astratti, centri di attrazione di altrettanti predicati, suddivisi in trenta categorie complesse – le statue – ciascuna formata da trenta voci. Il discorso, si effettua assegnando al soggetto preso in considerazione il giusto attributo scelto fra i trenta disponibili e prosegue da sé, operando le proprie scelte all’interno di un numero di possibilità limitato e al tempo stesso aperto perché con le diverse combinazioni che se ne possono ottenere il ragionamento si apre sempre all’imprevedibile.