in Città, lunedì 10 gennaio 2005, pag. 18

Hack e Budinich, gli scienziati che impugnano la penna

I ricordi di lavoro dell’astrofisica più famosa d’Italia e un racconto “tra mare e terra” di uno dei fisici di prestigio della Sissa di Trieste
“Una vita tra le stelle”, pubblicato dalla Di Renzo Editore, non è un’autobiografia ma la raccolta di alcuni flash della memoria che, come pezzi di un puzzle, compongono il ritratto della voce narrante. Con la vivacità e la passione che la caratterizzano, Margherita Hack ripercorre cinquant’anni di vita vissuta negli osservatori astronomici, dove ha assistito e partecipato ad un cambiamento profondo nel modo di lavorare grazie ai progressi teorici e tecnici. Pagina dopo pagina, il racconto della propria giovinezza e formazione, la passione per lo sport e la politica, l’attaccamento agli affetti lasciano il posto ai telescopi, quelli modesti dei singoli osservatori e quelli internazionali, ai satelliti, che hanno spalancato nuove finestre sull’universo, alle calcolatrici meccaniche e ai calcolatori elettronici sempre più potenti e meno ingombranti in un groviglio, irresolubile di vita e scienza.
Con un linguaggio semplice e diretto Margherita Hack guida il lettore alla scoperta e alla conoscenza del Big Bang, dei neutrini, dei buchi neri, delle onde gravitazionali, del sistema solare, della possibile esistenza di altri universi e dello sviluppo dell’astronomia in Italia. Completa e arricchisce il libro un capitolo dedicato agli aspiranti astronomi. Margherita Hack è impegnata dalla scorso anno in una tournée teatrale nei maggiori teatri italiani con lo spettacolo “Variazioni sul cielo” (www.variazionisulcielo.it), la cui parte scientifica è tratta da questo libro. La tournée proseguirà per tutto il 2005. È stata ancora la Di Renzo Editore ha pubblicare l’ultima fatica di un altro scienziato triestino, Paolo Budinich, “L’arcipelago delle meraviglie”. Le tappe delle nuove conoscenze scientifiche, i cui risultati sempre più rapidamente stanno rivoluzionando il nostro modo di vedere il mondo, sono qui immaginate come scoperte realizzate nel corso di un viaggio attraverso un metaforico arcipelago delle meraviglie: un luogo dove ciò che abbiamo finora esplorato e capito è solo una frazione infinitesima dell’immensità, ancora inimmaginabile, che ci resta da scoprire. Appassionato di sport velici, Budinich ha ambientato il suo racconto – a metà tra avventura di mare ed esplorazione scientifica – nell’isola in cui è nato, quella Lussino adriatica che ha cambiato quattro volte Stato di appartenenza nel corso dei secoli. Non poteva essere altrimenti, visto che la famiglia dello scrittore vanta capitani di ventura fin dai tempi della Serenissima.