Ali Dorate, n.3, 2000

Il presente si forma dal futuro

Sintesi semplificata della "Teoria Unitaria del mondo fisico e biologico"


Orazio Valenti

Il 3, novembre 1942, alla Accademia delle Scienze di Madrid, il prof. L. Fantappiè (1901-1956), vice presidente dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica all’Università di ROMA, 1939, Accademico dei Lincei, 1954, propose al mondo la sua:
"Teoria Unitaria del mondo fisico e biologico", della quale cercherò di fare una sintesi semplificata traendo le preziose informazioni dal libro "Conferenze scelte", Di Renzo Editore.
"Questa teoria rivoluziona le basi della scienza, con l’affermazione che l’Universo dipende anche dal futuro, ottenendo l’unificazione dei fenomeni fisici e biologici, attraverso un nuovo concetto di Sintropia.
Tali fenomeni si possono identificare come quelli più tipici e misteriosi della vita, nei quali si osserva una tendenza verso stati sempre più complessi ed una evidente finalità dell’Universo accanto a quella causale. È possibile inquadrare entro un unico schema logico coerente ed unitario i fenomeni del mondo fisico e biologico."
Secondo la meccanica ondulatoria, tutti i fenomeni dell’Universo sono costituiti da onde di probabilità. La teoria della "Relatività ristretta" ci dice che non c’è uno "spazio" ed un "tempo" separati l’uno dall’altro, ma tutti gli enti naturali vengono localizzati in un continuo quadridimensionale.
Le equazioni "ondulatorie" e "relativistiche" (conosciute parzialmente), rappresenterebbero le leggi fondamentali di tutto l’Universo Naturale.
In particolare, le onde originate da sorgenti, presentano due classi di soluzioni:
1) costituita da onde divergenti dalle sorgenti, che si dicono dei "potenziali ritardati". È il caso dei fenomeni Entropici.
2) costituita da onde convergenti verso la sorgente o dei "potenziali anticipati", per cui la sorgente funziona negativamente ed invece di emettere onde, le risucchia. È il caso dei fenomeni Sintropici.
Considerando i fenomeni Entropici, si deduce che essi obbediscano ai principi:
a) della causalità meccanica per cui non possono esistere se non c’è la sorgente che li produce.
b) le onde divergenti si mescolano nell’ambiente in cui si propagano, stabilendo una perturbazione generale uniforme, passando dal differenziato all’omogeneo, che chiamasi "entropia del sistema". L’entropia cresce col tempo.
In definitiva, noi che siamo tanto orgogliosi della nostra scienza sperimentale creata da Galilei, abbiamo studiato per secoli fenomeni provocati da cause antecedenti, estrapolando proprietà e leggi di una sola parte dell’Universo. Però, per la teoria della relatività ristretta, le equazioni ondulatorie fondamentali dell’Universo debbono essere simmetriche rispetto ai due versi del tempo. Quindi, accanto ad onde divergenti ci sono onde convergenti. Si verifica dunque un’altra soluzione che è la "negativa" o il "fenomeno duale" del precedente e che si ottiene da esso pensando che il tempo scorra a ritroso. Chiamerò questo principio di rovesciamento del tempo "principio di dualità". Il centro motore si presenta dopo, come Fine che attrae il fenomeno. In opposizione alla uniformità del sistema, cresce la differenziazione.
Proviamo a considerare come si va formando la vita di un organismo: dal DNA si formano le cellule che vanno differenziandosi. Con un meraviglioso principio di finalità che guida il fenomeno e una differenziazione sempre più spinta.
Dato che nelle strutture organiche viventi si passa dal semplice al complesso, guidato da una Finalità, i fenomeni Sintropici maggiori sono da considerarsi i fenomeni più tipici e più misteriosi della vita.
La scienza passata pretendeva di spiegare tutto l’Universo, ed in particolare la vita, come un complesso di fenomeni meccanici, fisici e chimici, puramente entropici. In tale quadro l’essere vivente si presentava come un meccanismo, un automa che doveva cercare la sua spiegazione nel passato.
Invece attraverso la teoria unitaria, si può pensare che l’essenza della vita si trovi nel complesso dei fenomeni sintropici come onde convergenti che ridiventano divergenti o entropiche, susseguenti ed equilibratrici delle prime che le trascinano e le finalizzano.
Ad esempio i processi entropici "catabolici" di combustione e digestione con demolizione e dissipazione, sono susseguenti a quelli sintropici "anabolici" di costruzione e sintesi, ed insieme costituiscono il ricambio materiale ed energetico degli esseri viventi. Facciamo l’esempio del pezzo di legno: quando brucia assorbe ossigeno dall’aria ed emette anidride carbonica, acqua, calore e luce rossastra. Se alla luce solare togliamo il rosso, il suo complementare è la luce verde. Nel processo clorofilliano vengono assorbiti acqua, anidride carbonica, calore, con emissione di ossigeno.
In definitiva, prima si pensava che i fenomeni puramente fisico-chimici esaurissero la vita, adesso la vediamo concepita in un complesso di fenomeni Finalizzati. C’è nella vita un anelito verso il futuro, anche se non si può spiegare come un meccanismo orientato (mosso solo dal continuo richiamo passato di tutti gli esseri viventi, dal più semplice al più elevato), si situi nel futuro. Essi agiscono in funzione del futuro, non del passato.
Fenomeni sintropici finalizzati, non riproducibili dall’uomo, nella storia del nostro Pianeta, sono le apparizioni di tante specie viventi, così ricche e sempre più differenziate, di cui invano le teorie "darwinistiche" tentano di dare una spiegazione con cause fisiche entropiche. In tal caso, si sarebbe dovuto osservare, col passare del tempo, una corsa degli esseri viventi verso una sempre maggiore semplificazione, quando invece si è verificato proprio l’opposto.
L’essenza della vita è tendere alla finalità, che per noi uomini è sentita con "amore". La legge della vita non è quella delle cause meccaniche, dell’odio, della forza, (dell’antagonismo), della morte, ma è Legge di Collaborazione per Fini sempre più Elevati, in una diversificazione sempre più spinta. Ogni essere vivente, modesto o illustre, ha i suoi compiti, i suoi fini che, nell’Economia generale dell’Universo, sono sempre pregevoli, importanti, grandi.
Potremmo dire che ogni fenomeno concernente il nostro livello dimensionale è duale. La finalità esce da questo circolo vizioso aggiungendo il vettore della diversificazione evolutiva fraterna per poi superare spazio e tempo e raggiungere un nuovo stato di essere nell’infinito ed eterno.
Nella quinta dimensione esistono altri valori vibranti nell’infinito e nell’eterno, è il luogo da cui dipende l’ordine delle dimensioni inferiori, compresa la nostra.