Il Convivio – Giornale Telematico di Poesia Arte e Cultura, luglio 2004

L'uomo e l'universo

Fabiano Avancini

(Ervin Laszlo, L’uomo e l’universo, Di Renzo Editore, Roma)

Quarant'anni di lavoro, ottantaquattro pagine. Vedete voi. Avesse fatto il muratore potremmo pensare ad un simpatico diario delle mangiate e bevute con gli amici in cantiere e sarebbe facile parlarne o pensare ad una recensione. Questo ha inseguito l'umanità per quarant'anni. Epistemiologo/Filosofo di sistemi è definito... e quando diciamo "sistemi" possiamo benissimo farci venire una vertigine, oltre la più forte che abbiamo mai provato. Il problema? È una "vertigine razionale", una vertigine provocata da spiegazioni ed argomentazioni razionali. Parla di una materia enorme non reale, la realtà. Da qui comincia la vertigine della sua visione, condivisibile. Propone un modo di porsi basato su di una nuova etica; la realtà è delicata, complessa e vulnerabile, noi ne facciamo parte e in ogni momento della storia umana, specialmente ora, ne siamo "responsabili". L'assunzione di responsabilità deriva dalla consapevolezza delle proprie azioni, a tutti i livelli. Se avete voglia di pensarci bene, sennò aprite la televisione e chiudetevici dentro. Protegge. Leggetelo, se vi perdete o sentite dolore nella corteccia cerebrale e non capite... lasciate volare la fantasia e pensate che sia un romanzo; parla di micro e macrocosmi etc. Meglio di Azimov, che ha parlato di storia decontestualizzandola nel futuro. In quarant'anni ha dedotto che è il momento di agire, di guardare lo specchio negl'occhi; prima che arrivino i draghi, quelli grossi.

Quando chiudete il libro andate in internet a fare un check di questi siti; capite cos'altro ha fatto in quarant'anni, oltre scrivere queste ottantaquattro paginette: www.club-of-budapest.it, www.club-of-budapest.com non è l'unico ad aver dedotto la necessità d'agire, amici suoi: http://www.nobelforpeace-summit.org/