Ricerca & futuro, n. 23, marzo 2002, pag. 79

Nel mondo dei frattali

Vincenzo Malvestito

(Benoit Mandelbrot, Nel mondo dei frattali, Di Renzo Editore, Roma)

Mandelbrot deve essere stato felicissimo di scrivere questo libro. Genio egocentrico come pochi, ha un’irresistibile inclinazione a parlare di se stesso anche quando le circostanze lo sconsigliano.
Suppongo, quindi, che con vero entusiasmo Mandelbrot abbia colto l’occasione fornitagli dalla stesura di questo libro, che vuol essere metà autobiografia e metà divulgazione scientifica. Nei suoi ricordo, accanto all’atmosfera bourbakista della matematica della prima metà del Novecento, rivivono figure di matematici più o meno note. Interessanti sono pure le sue osservazioni critiche rivolte alla matematica accademica e al “culto della gioventù”, critiche ispirate dalla sua storia personale di ribelle e outsider rispetto ai santuari e ai circoli ortodossi della matematica internazionale. Inventore della geometria frattale, non perde un’occasione per ricordarlo e, se la cosa fosse stata possibile, ne avrebbe ricavato un brevetto. Sta di fatto che, in un certo senso, la rivoluzione frattale sta alla rivoluzione non-euclidea rispetto alla geometria tradizionale, come la meccanica quantistica sta alla teoria della relatività nei confronti della meccanica classica. E Mandelbrot ne è stato il pioniere e l’appassionato alfiere.
Questo suo libro di ricordi ripercorre l’iter scientifico di lui infaticabile esploratore, toccando argomenti come la distribuzione delle galassie, l’andamento dei prezzi delle merci in borsa, la teoria del portafoglio in finanza, il regime del Nilo, ed altro, per culminare con l’insieme più complesso del mondo denominato l’insieme di Mandelbrot. L’autore riesce a parlare al pubblico di tutto ciò con linguaggio piano all’insegna della leggerezza, senza usare una sola formula. Insomma, un’introduzione piacevole e comprensibile al dominio di una delle branche più sofisticate della matematica moderna.