La Repubblica, lunedì 1 luglio 2002, pag. 34

Moreno, una lunga vita fra inconscio e spettacolo

Luciana Sica

(Jacob L. Moreno, Il profeta dello psicodramma, Di Renzo Editore, Roma)

Non si contano gli episodi e gli aneddoti bizzari in questa autobiografia di Jacob Levi Moreno (1889-1974), lo psicologo di Bucarest che ha avuto l'idea di trasportare il divano di Freud su un palcoscenico vero o immaginario. Intanto l'attrazione quasi ossessiva per l'idea di Dio, anche con il rischio di una megalomane identificazione:" mi piaceva essere legato a Lui...La prima sessione psicodrammatica ebbe luogo quando interpretai Dio all'età di cinque anni". O anche il consiglio di una zingara a sua madre, disperata per quel figlio apparentemente condannato al rachitismo: metta il bambino nudo su un mucchio di sabbia al sole. E la guarigione . E la profezia :" questo bambino sarà un grande uomo....gentile e sano".
I sogni ricordi e riflessioni di Moreno, secondo la suggestiva definizione di Ottavio Rosati che ne ha scritto l'introduzione, servono a mettere a fuoco il percorso di un personaggio straordinario, e soprattutto a cogliere la vitalità dello psicodramma, una " tecnica" che ha profondamente influenzato - oltre ad altre scuole, dalla terapia sistematico-razionale alla Gestalt- il mondo dello spettacolo. Certamente il lavoro di Moreno, fondato sulla rappresentazione dei pazienti -attori, ha contribuito alla formazione di esperienze di teatro radicale come Living Theatre e di scuole di recitazione come quella di Lee Strasberg.