Vanity Fair, n. 48, 25 novembre 2004, pag. 128

Duplica la tua mente. Al nuovo corpo ci pensa Vogue

Enrica Brocardo

[Di Renzo Editore, Roma ha pubblicato nel 2000 l’autobiografia di Rudy Rucker Filosofo cyberpunk]

«Mio padre si sottopose a un bypass più di 20 anni fa. Non tornò più quello di prima. Fu allora che mi venne in mente la storia di robot superintelligenti che, per rendere immortale l’uomo che li ha creati, ne costruiscono una copia, nella quale, trasferiscono la sua personalità, come si carica un programma in un computer». Quello che Rudy Rucker, 58 anni, matematico, professore di igneria del software alla San José State University e scrittore di fantascienza, immaginò e scrisse, 25 anni fa, nel romanzo Software, oggi è un po’ meno fantascientifico. Al Futurshow di Milano, Rucker, racconta come l’uploading, ovvero il trasferimento di dati da una periferica a un sistema centrale, del cervello umano non sia più così irrealizzabile.
Come sarebbe possibile?
«I nostri ricordi sono come una banca dati, mentre la personalità, quello che viene definito l’io è equiparabile al sistema operativo di un computer».
L’io è duplicabile?
«Sì, se si parte dall’idea che ci sono solo pochi tipi di personalità di base: flemmatico, collerico, sanguigno... come si pensava nel Medioevo.
Basterebbe mettere insieme i tuoi ricordi con un modello di personalità standard simile alla tua e saresti pronto per tornare in azione».
Ci sono esperimenti di trasferimento e conservazione della mente?
«Il progetto MyLifeBits di Microsoft e il cellulare Lifeblog di Nokia. Entrambi consentono di creare un archivio della propria vita, con filmati, immagini, suoni, conversazioni, lettere».
Niente microchip nel cervello?
«Funziona nei film. In pratica potrebbe essere attaccato dai virus o rompersi. E non avresti più nessuna privacy».
E una volta archiviata la propria vita?
«Tra un centinaio di anni, il tuo archivio potrebbe essere impiantato in un corpo coltivato. Sarebbe come mettersi un vestito nuovo. E su Vogue troverai pagine di modelli di corpi alla moda».