Le Scienze, giugno 1999, libri consigliati

Il mare della robotica

Gianmarco Veruggio

L'umanità, evolutasi sulla superficie terrestre, solo ora sta prendendo coscienza dell'immenso spazio tridimensionale degli oceani: originati, come tutti gli esseri viventi, dal mare, ci siamo spinti ormai troppo in direzione terrestre per poter riconquistare gli abissi in prima persona.
La robotica marina ha quindi la missione di costruire robot che, superando i nostri limiti fisici, ci schiudano la possibilità di svolgere nel mare attività altrimenti impossibili.
Non è questo un compito facile, perché l'ambiente sottomarino pone problemi di notevole complessità, che rimettono in discussione molte delle certezze acquisite sulla terraferma e danno origine a una delle massime sfide scientifiche e tecnologiche contemporanee.
Per questo motivo la Robotica Marina da disciplina di frontiera diventa un punto di partenza per ripensare l'intero modo di studiare e progettare macchine capaci di percepire ed agire in un mondo reale ed interagire con esso.
Macchine che possano svilupparsi in simbiosi con l'uomo, stimolando nuovi modi di lavorare e di avvicinare scienze apparentemente distanti come l'ingegneria, la fisica, le scienze cognitive e, perché no, la filosofia, intesa come ricerca di nuove soluzioni a problemi antichi.
Raccontare le esperienze e le difficoltà incontrate progettando e costruendo robot sottomarini e sperimentandoli nell'ambiente più ostile e affascinante del pianeta, l'Antartide, offre all'autore lo spunto per una panoramica sullo stato dell'arte della Robotica e sulle opportunità che questa scienza nascente offre all'uomo per progredire nell'esplorazione dell'universo e di se stesso.
Gianmarco Veruggio è il responsabile del reparto di Robotica presso l'Istituto per l'Automazione Navale di Genova del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Ingegnere elettronico sistemista, ha svolto ricerche in numerosi settori dell'informatica e dell'automatica. Nel 1989 inizia ad occuparsi di Robotica sviluppando una famiglia di robot sottomarini sempre più evoluti.
Durante la IX Spedizione italiana in Antartide 1993/1994 ha guidato la sperimentazione del prototipo Roby2.
Nel corso della XIII Spedizione 1997/1998 è stato Coordinatore del Gruppo di Spedizione dell'Area Tematica Robotica e Telescienza in Ambiente Estremo.