La Sentinella, anno II, n.20 – 23, luglio – settembre 2002, pag. 3, Ricerca e Poesia

Zeri racconta Zeri

Nicoletta Scotto Rinaldo

Federico Zeri (1921-1998), uno dei più grandi esperti di storia dell’arte del nostro secolo, autore di numerosi libri e di centinaia di articoli pubblicati nelle maggiori riviste di storia dell’arte italiane e straniere. Ha curato molti cataloghi, tra i quali quelli relativi ai dipinti italiani al Metropolitan Museum di New York , della Walter Art Gallery di Baltimora, della Galleria Spada e della Galleria Pallavicini di Roma. La Di Renzo Editore ha recentemente ristampato il suo libro del 1998 “Caro professore” che ora è stato presentato da Walter Veltroni: “ Federico Zeri è morto quattro anni fa, e la sua voce, le sue provocazioni, il suo impegno reale ci è mancato. Credo infatti che dobbiamo essergli grati. Perché se egli era un “professore”, lo era per quella capacità che i maestri hanno di trasmettere non solo conoscenza, ma soprattutto passione. E la passione di Zeri per l’arte era cosa vera, cosa di sangue e di cuore. Le sue battaglie per una migliore gestione del patrimonio artistico italiano, contro le ipocrisie e le superficialità, sono azioni che non possono lasciare indifferenti chi abbia a cuore i beni culturali, l’arte e, in fondo, la nostra qualità della vita. Credo che la ristampa di questo volumetto possa, allora, contribuire a ridare forza alla sua voce, non solo perché, in questo suo racconto secco ed essenziale, ma anche ironico e sincero, traspare pienamente la figura dell’uomo e dello studioso, ma perché tra le sue parole si possono ancora leggere gli stimoli e le idee che sono sempre importanti momenti di confronto per chi non sia indifferente alle sorti del nostro “Bel Paese”. Sono quelle idee con le quali anch’io, nel mio recente passato di Ministro dei Beni Culturali, mi sono volentieri confrontato, dalle quali ho spesso tratto suggerimenti per un ufficio che, decisamente, è uno dei più delicati ed importanti del nostro paese.
Ecco perché ritengo che quanto Zeri ha detto possa essere di stimolo, perché il suo “progetto cultura” contiene linee d’intervento che insistono sulla necessità di lavorare da un lato attorno alla corretta gestione del patrimonio artistico, e dall'altro attorno all'importanza dell’insegnamento reale della storia dell’arte.
Un insegnamento concreto, non soltanto teorico, il più possibile completo al fine di dare strumenti adatti alla lettura ma anche di conservazione e alla valorizzazione, di quel grande patrimonio che abbiamo la fortuna di avere nella nostra Italia. E attraverso questo insegnamento essere allora fruitori veri, non turisti distratti o petulanti burocrati, ma amanti appassionati dell’arte e della vita.