Il Sole 24-Ore, domenica 3 aprile 2005, pag. 36

Tra iguane e diritti umani

Sylvie Coyaud

Il dottorato honoris causa in psicologia dato dall’Università di Bologna a Noam Chomsky, fondatore di una nuova linguistica, e Irenäus Eibl-Eibesfeldt, co-fondatore dell’etologia contemporanea, è stata una festa. Entrambi hanno incontrato gli studenti, l’etologo per fare il punto su concetti e pratiche nello studio dei comportamenti umani; il linguista per un dibattito sulla politica estera e interna statunitense. A quest’ultimo assistevano personalità del posto come Franco Berardi e Stefani Benni, in visita come Beppe Grillo, e una folla di giovani che già mezz’ora prima ostruiva l’ingresso non dell’aula già straripante, ma della Facoltà di psicologia. Chi conosceva l’etologo e il linguista soltanto di fama, si sarà chiesto come mai fossero appaiati. Durante la cerimonia ufficiale, dopo che altri con miracolosa brevità ne avevano riassunto le carriere, ognuno ha riletto la propria rivelando ciò che le accomuna. Negli studi, la ricerca di regole universali alla base dei mezzi con i quali comunichiamo, i gesti e le espressioni facciali nostre e di altri animali nel caso dell’etologo, le nostre parole nel caso del linguista. Fuori dall’accademia, il pacifismo radicale, l’esigenza di giustizia e di solidarietà.
Nella sua lezione dottorale intitolata “Gli universi della natura umana”, per la prima volta a quanto risulta, Noam Chomsky ha scelto di riflettere in pubblico sui legami tra il proprio «insegnamento universitario» e gli «altri impegni intensi», tra «due percorsi quasi paralleli», uno che «approfondisce la conoscenza del linguaggio e della mente», l’altro «guidato dall’interesse per la libertà e la giustizia. Si congiungono molto lontano... in che modo è ancora poco chiaro». L’incertezza, nota inusuale per Chomsky, verte principalmente sulla possibilità di dimostrare l’esistenza – della quale è «quasi impossibile dubitare» - di «universali della mente», della dotazione comune» degli esseri umani che conferisce loro «le capacità cognitive e i principi che presiedono al giudizio morale». Ne discende l’universalità dei diritti umani e quel secondo percorso per farli riconoscere sempre, ovunque e soprattutto dal Governo degli Stati Uniti.
Eibl-Eibesfeldt, è partito da un quadro di Overbeck in Germania in cui Italia e Germania sono in atteggiamento affettuoso», per poi mostrare bambini di svariate culture che si spartiscono il cibo dopo un rituale in cui ne affermano il possesso. Più tardi, in un’intervista, torna sullo stesso tema, ricordando «l’altruismo» con il quale l’Italia ha trattato i sud-tirolesi dopo aver riaffermato il possesso del proprio territorio. Da austriaco europeista, ritiene che la guerra si estinguerà. Di casa fra le ultime popolazioni indigene nelle Isole Trobriand, in regioni isolate dall’Africa o dell’Amazzonia, pensa con tristezza che si estingueranno anch’esse, prive delle conoscenze e delle risorse necessarie per produrre merci e venderle sul mercato globale. A 77 anni, Chomsky continua a criticare il potere, «l’intellettuale che non lo fa diventa complice dei suoi delitti», diceva molti anni fa. Per par condicio, critica anche la ricerca e si mostra aggiornato. In privato, accenna alla recente «scoperta» di unità discrete del cervello per il linguaggio e per la matematica, frutto di un «esperimento abborracciato» e di «un’ignoranza vergognosa» della storia della psicologia. Da osservatore dei media, è impietoso con la rivista scientifica che pubblica cose simili e con la stampa rea di averne riferito come della dimostrazione che si può perdere l’uso della parola e rimanere un Einstein.
Dal canto suo, a 77 anni Eibl-Eibesfeldt vanta i lavori recenti di alcuni giovani e per par condicio se la prende con il Governo dell’Ecuador. Lascia i pescatori di frodo rovinare il santuario delle Galàpagos – lui stesso ha contribuito a crearlo per salvare le specie autoctone – invece di proteggere il «turismo dei naturalisti» e il reddito che procura allo Stato e agli abitanti. Qui le due star di Bologna smettono si somigliarsi: non risulta che a Chomsky interessino le iguane.
[Di Renzo Editore, Roma ha pubblicato: Noam Chomsky, Linguaggio e politica e Irenäus Eibl-Eibesfeldt, Le invarianti nell’evoluzione delle specie]