Prisma n. 12, dicembre 2005

La maledizione sintropica

Leonardo Chiatti

Luigi Fantappié e Giuseppe Arcidiacono erano degli abilissimi matematici, abbastanza digiuni però di formazione culturale fisica. Essi si avventurarono in un campo infido quale quello della fisica teorica dove persone anche più navigate si sono perse. In breve, le loro opere sono un misto di intuizioni geniali e di errori e confondimenti abbastanza banali. Il livello assai diseguale della qualità della loro produzione ha sicuramente contribuito all’ oblio della loro opera.
Non è questo il luogo per una analisi critica, tuttavia è opportuno forse accennare all’errore che probabilmente più ha influito nel rigetto totale del loro programma: la credenza nella sintropia.
Il pensiero di Fantappié era sicuramente affascinato dalla simmetria degli opposti, che lo spinse ad irrigidirsi in una interpretazione insostenibile della elettrodinamica, già considerata e scartata da Poincaré decenni prima.
Molto in breve, si tratta di questo. Consideriamo un canale orizzontale contenente un liquido in quiete. Se si perturba il liquido, in esso si generano delle onde che possono viaggiare indifferentemente nelle due direzioni del canale. Ciò accade perché, naturalmente, i due versi di una stessa direzione spaziale sono assolutamente simmetrici rispetto al fenomeno della propagazione delle onde. Invece l’onda generata si muove in una sola direzione del tempo: dal passato verso il futuro, come del resto fa qualsiasi altro processo fisico. Se si getta un sasso in uno stagno le onde divergono dal punto di impatto allontanandosi all’ infinito mentre nessuno ha mai visto onde convergere spontaneamente dall’infinito in uno stesso punto.
Questo nella relatività galileiana. Nella relatività einsteiniana le cose sono un poco più complesse perché in essa il tempo figura come una quarta coordinata dello spazio. Dunque, come le onde possono propagarsi nei due versi di una stessa direzione spaziale, esse possono propagarsi nei due versi della direzione temporale. In altri termini: la teoria della relatività einsteiniana richiede che le equazioni delle onde (per esempio, delle onde elettromagnetiche) siano simmetriche rispetto alla inversione del tempo e questo a sua volta implica che un onda può viaggiare anche all’indietro nel tempo.
E’ comunque un dato di fatto sperimentale che le onde elettromagnetiche non viaggiano indietro nel tempo. Così, la teoria elettromagnetica usuale è errata o incompleta. La cosa più semplice da fare è assumere che sia incompleta, e completarla con l’aggiunta di un adatto postulato che elimina la propagazione all’indietro nel tempo; questo è quello che i fisici teorici hanno fatto fin dall’ 800, e che si studia sui testi di scuola. Altre soluzioni più raffinate del problema sono divenute disponibili dopo l’avvento della teoria quantistica, ma non le discuteremo.
Fantappié si era convinto che le propagazioni all’ indietro nel tempo fossero reali. Ai suoi occhi esse sarebbero state responsabili dei fenomeni di ordinamento e di crescita dell’organizzazione nei sistemi complessi, in particolare biologici, e scrisse vari articoli e libelli sull’argomento. Giuseppe Arcidiacono e suo fratello Salvatore Arcidiacono lo seguirono poi sulla medesima strada.
I nostri non capirono mai che la crescita e la decrescita di ordine nei fenomeni materiali dipende, in generale, da fattori completamente diversi dalla azione delle onde elettromagnetiche. Inconsapevoli di questo ascrissero la tendenza al disordine (entropia) all’azione delle comuni onde che si propagano in avanti nel tempo, e la tendenza all’ ordine (sintropia) all’azione delle onde che si propagano all’indietro nel tempo.
Ricordo che cercai invano di far ragionare l’amabile prof. Arcidiacono su un fatto elementare quanto definitivo: tra le onde elettromagnetiche ci sono le onde luminose e quindi, se la luce si propagasseanche all’indietro nel tempo, ciascuno di noi dovrebbe poter vedere comunementeanche eventi futuri, ciò che non si verifica eccetto che nelle circostanze eccezionali della fenomenologia paranormale.
Fantappié ed Arcidiacono non proposero tale bizzarria quale argomento a sè stante, ma la presentarono – soprattutto Arcidiacono- come parte integrante della loro cosmologia. Inutile dire che l’effetto sulla credibilità di quest’ ultima fu nefasto (Leonardo Chiatti).

I libri di Luigi Fantappié, Giuseppe Arcidiacono e Salvatore Arcidiacono sono pubblicati da Di Renzo Editore.