Prisma n. 4, 2001

L’ortografia non è la grafia dell’orto

Francesco Guadalupi ha pubblicato un bel libretto con il quale, in modo scherzoso, conduce il lettore all'esame dei maggiori errori e distrazioni che vengono commessi nell'uso della nostra lingua. Lo scopo principale di questi semiseriosi ortosproloqui, dice l'Autore, è non tanto quello di fornire risposte certe (talvolta lo si fa), quanto di alimentare (se vi sono) o far sorgere (se non vi sono) dubbi: meglio essere insicuri e ricorrere cento volte a una fonte illuminante (dizionario, insegnante, enciclopedia) – e scoprire con piacere “era come pensavo” – piuttosto che crogiolarsi su tronfie certezze e magari lasciarci le “penne”. Chissà che – scorrendo questa cinquantina di ludi (ludus, oltre che gioco, significa anche scuola) ortografici (e ortopedici) – l’incauto lettore, più che acquisire punti esclamativi, non veda alimentati quelli interrogativi: tutto sommato, la continua certezza del dubbio – almeno nell’ambito linguistico – ha un che di culturalmente stimolante…
Riflessioni sull’uso dell’accento e dell’apostrofo, sulla pronunzia, sulla differenza di significati fra termini simili: di questo, e di qualche altra cosa, trattano le pagine del breve lavoro. Con lo stesso editore l’autore ha pubblicato anche “Lessico matematico”, mini guida per affrontare una delle maggiori difficoltà dello studio della matematica: la comprensione e l’uso di uno specifico linguaggio tecnico-scientifico il cui rigore non ammette imprecisioni. Di qui l’utilità di una chiarificazione logico-linguistica dei termini matematici, per metterne in luce le ragioni e le connessioni.

L’ortografia non è la grafia dell’orto - Francesco Guadalupi - (Di Renzo Editore)