Margherita Hack, Una vita tra le stelle

Giulia Mozzato

"Spesso mi chiedono se l'essere donna mi abbia danneggiato nella carriera. Direi di no, non avrei comunque potuto salire in cattedra prima, perché al concorso precedente ero troppo giovane e quindi ho vinto il primo posto disponibile. Però, tengo a precisare che avevo più del triplo di pubblicazioni dei miei colleghi e molti riconoscimenti internazionali. Dunque, sarebbe stato molto difficile non farmi vincere."
Il senso di questo breve saggio è racchiuso nelle poche righe della Prefazione scritta dalla stessa Margherita Hack. Non si tratta di un'autobiografia, anche se nella parte iniziale del volume l'autrice racconta i momenti salienti della sua vita privata e professionale, ma della "raccolta di alcuni ricordi", ovviamente legati ai cinquant'anni trascorsi da Margherita Hack negli Osservatori astronomici di tutto il mondo. Sono ricordi spesso estemporanei, che saltano da un tema all'altro dell'astrofisica, seguendo una precisa cronologia, ma aprendo continue finestre sul passato, il presente e il futuro dei temi trattati. In taluni punti il discorso diventa quasi tecnico (soprattutto se valutato da noi lettori profani della materia), ma suggerisce sempre parallelamente delle chiavi di lettura più semplici. In altri momenti il ragionamento passa dall'astrofisica alla metafisica, ma il pragmatismo dell'autrice non le consente di prendere troppo a lungo strade meno "certe". Interessante seguire il suo cammino anche per ricostruire la storia dell'astronomia dal punto di vista degli strumenti utilizzati nella ricerca. La trasformazione tecnologica delle apparecchiature ha dato un impulso fondamentale a questa disciplina, modificando anche radicalmente il modo di lavorare degli scienziati. Chiude il volume un breve capitolo dedicato ai giovani e intitolato Come diventare astronomo che riporta alcune indicazioni e suggerimenti per intraprendere questa carriera complessa, affascinante e coinvolgente.

Una vita tra le stelle di Margherita Hack, Di Renzo Editore

Le prime righe
Introduzione
Sono un'astrofisica e studio le stelle, la fisica dei corpi celesti, ossia come e di cosa sono fatti, come nascono, evolvono e muoiono, qual'è la loro temperatura, quale la loro composizione chimica, la fonte dell'energia che li fa brillare e le complesse interrelazioni fra di loro.

Non è facile far capire che cosa sia l'astronomia e, soprattutto, la differenza tra astrologia ed astronomia. Spesso mi fermano per strada e mi dicono: "Lei è la famosa astrologa...". "No, no, guardi, io sono astrofisica". Alcuni mi chiedono che tempo farà domani o se prevedo terremoti, altri l'oroscopo. Addirittura, c'è stato chi mi ha chiesto di fare le carte o di leggere la mano!

Tale confusione forse è dovuta anche al fatto che la maggioranza delle scienze ha nomi che terminano in logia (geologia, biologia, zoologia), come l'astrologia, che scienza non e, mentre l'astronomia fa eccezione.

Sono diventata astrofisica un po' per caso. Chi crede nella predestinazione deve sapere che sono nata in una strada che faceva angolo con via Cento Stelle. Quando avevo tre anni, la mia famiglia si trasferì in via Leonardo Ximenes, astronomo (nato a Trapani nel 1716 e fondatore dell'Osservatorio di S. Giovanni delle Scuole Pie a Firenze), come si legge sulla targa stradale, in una zona vicino ad Arcetri, dove aveva ed ha sede il famoso Osservatorio astrofisico. Io non credo nella predestinazione e considero ciò soltanto una buffa coincidenza.

L'autrice
Margherita Hack è ordinario di Astronomia all'Univeristà di Trieste. Ha diretto il locale Osservatorio astronomico e il Dipartimento di Astronomia dell'Università. È socio dell'Accademia del Lincei, membro dell'Unione Astronomica Internazionale, della Royal Society e della Società Italiana di Fisica. Ha publicato testi tecnici e divulgativi e oltre 200 pubblicazioni scientifiche, soprattutto nel campo della fisica stellare. Ha lavorato in molti Osservatori ed Istituti europei ed americani, ed ha fatto parte di vari gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA.