Il Gazzettino, venerdì 10 giugno 2005

Margherita Hack al “Verdi” di Padova

Passeggiando tra le stelle

Erano mesi che il teatro "Verdi" non registrava un concorso di spettatori, in gran parte giovani, come accaduto l'altra sera per assistere allo "spettacolo per luci, suoni e sogni" intitolato "Variazioni sul cielo" di Margherita Hack e Sandra Cavallini diretto da Fabio Massimo Iaquone. Già un'ora prima dell'inizio era un accorrere di aspiranti spettatori che si accalcavano per strappare un biglietto, dovendo tuttavia accontentarsi che il loro nome venisse aggiunto ad un fitto elenco che si allungava senza tregua. Insomma è avvenuto uno spettacolo, "sui generis" prima che iniziasse quello vero, festosissimo, quando Margherita Hack ha fatto la sua apparizione in scena, accolta da un uragano di applausi. Raccontando alla sua maniera lo spettacolo che ha protagoniste le stelle, che nei loro corpi splendenti serbano quanto aiuta l'uomo a vivere, dall'energia ai vari elementi che veleggiano nel buio in cui l'uomo è nato e vive senza mai spiegarsi certi fatti. Spiegato che "Variazioni sul cielo" sono parzialmente tratte dal famoso libro della Hack intitolato Una vita tra le stelle uscito a Roma per i tipi della Di Renzo Editore, va aggiunto che la fantasia ruota intorno al pensiero della Hack, riuscendo a fondere il pensiero scientifico con l'abbandono poetico. Il prologo può essere tranquillamente definito "Di Adamo ed Eva", come si legge nel programma distribuito al pubblico, che insegna come noi siamo parte dell'universo, perché tutta la materia di cui siamo fatti, gli atomi di cui siamo composti, il calcio, il ferro, il magnesio, il silicio, sono stati costruiti nell'interno delle stelle". Seguono quattro episodi intitolati rispettivamente "Ampliando la conoscenza dei cieli", "Il peccato di Aristarco, l'altra vergogna", "Bilance, il paradosso dell'esplorazione", "Ufo, la villa nel cosmo, qualsiasi qualcuno", seguita dalla riflessione alquanto malinconica: "Siamo per ora lontani da quella che comunemente intendiamo come vita intelligente". L'apparizione a questo punto della Hack, che alla sua maniera lungimirante insegna come in tutto l'universo noi vediamo appena il 5% della massa presente. Il 95% è materia oscura, è servita a far capire pure ad un sognatore della mia specie "che le stelle non durano per sempre", dato che lei ne ha visto alcune fra le più belle dissolversi e cadere nel cielo.
A questo punto il curioso evento spettacolare, di una qualità insolita, si chiude con un'ultima riflessione su "Eva che a suo avviso ha preso la mela". Vale la pena di riportarla nella sua completezza: "Dapprima la curiosità era mossa dalla necessità: esplorare la natura per soddisfare i bisogni di base. Una volta soddisfatti questi ultimi, ecco la curiosità per la curiosità, per il desiderio di capire, di individuare le ragioni di tutto ciò che accade intorno a noi. Lo dico come persona e come appartenente alla comunità scientifica: il miglior simbolo della volontà di conoscere, della ribellione ad accettare il dogma calato dall'alto, è la biblica madre dell'umanità: Eva. Ed è grazie a lei che si è fatta la prima esperienza di libertà".
Illustrate alla meglio le variazioni cosmiche della Hack in attesa dell'Apocalisse, è doveroso aggiungere che la regia e le creazioni video di Fabio Massimo Iaquone sono state degne di elogio, aiutando il pubblico a capire che Margherita Hack è una scienziata ma nello stesso tempo un'anima protesa verso la poesia.