Il Messaggero, 26 novembre 2006

L’incontro. Un viaggio virtuale nell’universo con i 400 alunni, poi ha presentato il libro inaugurando “book & Wine” da Hub

Hack, una stella per i ragazzi del Marconi

La celebre scienziata, acclamata al “Flaiano”, ha parlato di ricerca, di Big bang e di Dio

Una passeggiata tra le stelle, attraversando galassie e costellazioni, inseguendo comete e supernove fino a perdersi nei buchi neri dell’universo. Parla per più di un’ora Margherita Hack senza interrompersi un attimo, senza la minima esitazione. Davanti a lei, nella platea dell’auditorium Flaiano ieri mattina, oltre 400 alunni dell’istituto “Guglielmo Marconi” che la seguono senza fiatare, affascinati: lei, scienziata 84enne, li ha presi per mano e col suo fiorentino stretto li ha accompagnati in un affascinante giro virtuale tra i misteri dell’universo.

Le basta sedersi e dire grazie, e giù applausi per un minuto filato. L’incontro promette bene. Neanche il tempo di cominciare e già la Hack dà una bella spallata a qualche luogo comune. “Per anni ci hanno detto che l’universo ha avuto origine dal Big Bang e dalla successiva fuga delle galassie. Niente di più falso e ingannevole. L’universo è infinito nel tempo e nello spazio, quindi quello che chiamiamo inizio non è stato altro che un cambiamento. Il Big Bang non ha certo creato l’universo, ma lo ha solo fatto espandere. Immaginate una torta mentre lievita. Le noccioline che stanno sopra lievitano anch’esse e si allontanano, proprio come hanno fatto le galassie in seguito alla grande esplosione”.

Qualcuno in platea sorride immaginando il nostro universo a forma di torta, ma lei non si scompone. È abituata a stare in cattedra davanti ai ragazzi, lo ha fatto per anni all’Università di Trieste. La lezione va avanti, lei è un continuo snocciolare di nomi e numeri, distanze, temperature, chilometri, senza sbagliare una virgola come l’avesse studiata a memoria la lezione. I ragazzi se ne accorgono e applaudono e intanto preparano i foglietti per le domande finali. Hanno studiato a dovere anche loro, parlano di ricerca, scienza, religione, chiedono se è possibile immaginare l’esistenza di altre forme di vita su altri pianeti. E poi dopo due ore di scienza allo stato puro, qualcuno chiede alla Hack irremovibilmente atea che posto abbia Dio nell’universo. “Ragazzi, c’è chi crede e chi non crede. La scienza da parte sua non è in grado di dimostrare né l’esistenza, né la non esistenza di Dio. Come per ora non è riuscita a dimostrare la presenza di altre forme di vita simili alla nostra, anche se l’ipotesi è molto probabile, essendo l’universo infinito”. L’ultima tirata d’orecchie prima di accogliere i ragazzi sul palco per firmare autografi sulle copertine del suo libro, Margherita Hack la indirizza allo stato italiano, ancora ultimo in Europa per i fondi destinati alla ricerca. “L’Italia produce fior di scienziati che poi però sono costretti a lavorare all’estero perché da noi si investe pochissimo sulla ricerca”.

Tutti argomenti riproposti più tardi all’attenzione del pubblico anche ieri sera, all’inaugurazione della libreria “Book & Wine” all’interno del locale Hub di Roberto Ferrini. La Hack madrina d’eccezione dell’evento ha presentato il suo ultimo libro “Una vita tra le stelle” (Di Renzo Editore), in vendita a 10 euro.