La Repubblica Sabato 5 Gennaio 2008 Pag. 43

 

Margherita Hack tra stelle e gatti

 

Secondo recenti inchieste, gli studenti ita­liani sono tra i più ignoranti d'Europa, in particolare nelle discipline scientifiche (manon solo). Colpa della scuola, o della scarsa propensione di do­centi, intellettuali e scienziati ad abbandonare la torre d'avorio dei loro saperi specializzati per portarli al livello dei ragazzi ren­dendoli facili e piacevoli o comunque non aridamente stru­mentali o riduzionistici.
E quindi l'ignoranza dei nostri figli si estende anche a quel mon­do di natura dal quale la civiltà urbana li ha irrimediabilmente avulsi. Diviene mitico o fumettistico o virtual-televisivo perciò il rapporto col mondo animale, anche quello la cui esistenza è più intrecciata con la nostra. Colpa forse anche di "questa" scuola.
È perciò emozionante e di buon auspicio scoprire che persi­no una scienziata rigorosa e severa come l'astronoma Marghe­rita Hack ci svela un suo antico e tenero rapporto coi gatti, que­sti autonomi e autosufficienti rappresentanti del mondo ani­male, protagonisti, per loro convenienza e saggezza , delle nostre case.
Cani e gatti hanno accompagnato l'infanzia e poi vita e car­riera della Hack, che li narra in un bel libro riccamente illustrato (Il mio zoo sotto le stelle con una animalista appassionata e in­telligente come Bianca Pauluzzi, Di Renzo editore) che docu­menta le prime infantili esperienze, per giungere poi a quello zoo felino che circondava - e speriamo circondi ancora - l'Os­servatorio Astronomico di Trieste che sotto la sua direzione era divenuto uno dei punti di eccellenza del panorama scientifico italiano.
Un libro che testimonia come l'attenzione scientifica verso i nostri compagni di viaggio su questo pianeta, come su ogni ar­gomento, si possa colorare di curiosità e fantasia, recuperando quella tenerezza e condivisione con ciò che vive che in questa stagione del pianeta sembrerebbe oggi perduta.

Franzo Prattico