Il Piccolo pag. 9 lunedì 21 aprile 2008

L’astrofisica auspica che non sia ancora una volta la Cenerentola della realtà italiana

 

TRIESTE II nuovo Governo non dimentichi la ricerca. Non usa mezzi termini l'astrofisica più popolare d'Italia, Margherita Hack, che in occasione di Fest, ha lanciato ieri un appello ai vincitori delle elezioni nazionali, ma anche alla nuova amministrazione del Friuli Venezia Giulia. «Auspico che la ricerca scientifica non sia ancora una volta una Cenerentola nella realtà italiana, relegata in secondo piano e costretta a basarsi su poche risorse» ha esordito la scienziata a Trieste, a margine di una presentazione del libro «Il mio zoo sotto le stelle» (Di Renzo editore) scritto con l'animalista Bianca Pauluzzi.

Instancabile, combattiva, ma estremamente preoccupata per il futuro, la nota astrofisica Margherita Hack, che ha incontrato ieri il pubblico di Fest, non ha nascosto le sue perplessità sul «sistema Italia», dove l'interesse per la ricerca è sempre stato scarso. «Che vinca la destra o la sinistra, nel totoministri ci si dimentica sempre della ricerca - ha commentato la studiosa – ed è sconsolante».
In questo contesto, Margherita Hack si augura che non si interrompa il processo di rinnovamento avviato nella scuola dal governo uscente. «Si parla tanto di innovazione, ma questa si fa solo con la ricerca - ha aggiunto la studiosa - Si deve dare più importanza e più fondi alla scienza e invece c'è pochissimo interesse e si vede nei fatti». Eppure, secondo Margherita Hack, la speranza c'è ancora visto la partecipazione italiana in numerose istituzioni internazionali. «Malgrado tutte le difficoltà, in certi campi come la fisica e l'astrofisica la ricerca italiana è in ottima posizione grazie alla partecipazione dell'Italia a strutture internazionali come l'Agenzia Spaziale Europea Esa, l'Osservatorio Europeo Meridionale Eso, il "Consiglio Europeo per le Ricerche Nucleari Cer» ha spiegato la scienziata. Tutto questo fa sperare, «fa sì che gli scienziati italiani abbiano la possibilità di utilizzare grandi apparecchiature e raggiungere risultati importanti». La studiosa ha notato che però non in tutti i campi avviene lo stesso e poi a livello nazionale, resta il problema della mancanza di fondi. In questo contesto, Trieste e tutto il Friuli Venezia Giulia rappresentano ancora una specie di «tesoro da salvaguardare». A una settimana dalle elezioni amministrative, la Hack ha rivolto in seguito un appello al nuovo governo presieduto da Renzo Tondo. «Mi auguro che non si disperda il grande patrimonio del Friuli Venezia Giulia nel campo della ricerca - ha commentato la studiosa - e che la ricerca scientifica continui ad avere un ruolo di primo piano nella regione». Per Margherita Hack è fondamentale che la scienza continui ad avere un ruolo di primo piano nella politica regionale, per sostenere e valorizzare i suoi centri d'eccellenza, come la Scuola Internazionale di Studi Avanzate, il Centro internazionale di fisica teorica, il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, il Laboratorio Elettra Sincrotrone, o II Laboratorio di ricerca in Biologia marina, l'Ogs, l'Osservatorio astronomico. Secondo la scienziata, la presenza di istituzioni scientifiche internazionali, così prestigiose e numerose, «fa sì che questa regione sia quella con il maggior numero di ricercatori per mille abitanti, più che negli Stati Uniti. «Perdere questa ricchezza sarebbe delittuoso e miope- ha notato ancora Margherita Hack - Si ripete continuamente che l'innovazione è fondamentale, ma l'innovazione si fa grazie alla ricerca. Senza di questa sarebbe impossibile»