maecla.it, mercoledì 12 gennaio 2005, bibliografia matematica

Scienza e storia: La convivenza difficile

Ivana Niccolai

(Giorgio Israel, Scienza e storia: una convivenza difficile, Di Renzo Editore, 1999

La storia della scienza rappresenta il campo di attività di Giorgio Israel, professore di storia delle matematiche all'Università di Roma "La Sapienza".
Nel primo capitolo, "Le origini di una scelta", l'autore illustra i motivi che l'hanno spinto a interiorizzare una conoscenza solida e approfondita della matematica, prima di coltivare ogni interesse filosofico o storico, in quanto, come affermava il celebre filosofo della scienza, Ludovico Geymonat, è necessario "impossessarsi della materia, di un oggetto ben determinato, anziché tentare di speculare su questo oggetto prima ancora di conoscerlo."
Apportando significativi riferimenti alla teoria dei frattali, l'autore sostiene, con argomenti documentati (pur nei limiti di un'opera che vuol essere anche divulgativa), il proprio punto di vista, sottolineando gli aspetti informali della matematica da noi conosciuta. La tesi che viene egregiamente argomentata in questo libro (con un'attenzione particolare all'analisi critica del modo dogmatico, e "talora sensazionalistico", in cui oggi si afferma l'ideale "panmatematico" consistente nella credenza che tutto il mondo sia matematico) è che "occorre trovare una via mediana che permetta di salvare le esigenze e il ruolo della ricerca teorica", in modo da preservarne il compito di guida, capace di andare incontro all'esigenza di una dinamica applicativa molto più veloce di quelle del passato. Senza tale atteggiamento costruttivo, "assisteremo al diffondersi di un uso della matematica sempre più spregiudicato", acritico e utilitaristico, "che rischierà di sgretolare le basi stesse della disciplina e di minare il suo stesso ruolo."
Ho letto con molto interesse questo "saggio" (che fa parte della Collana "Dialoghi della scienza"), in quanto racchiude, in novantacinque pagine, le importanti riflessioni di Giorgio Israel e ritengo che egli abbia saputo raccogliere, con serietà, l'affascinante sfida intellettuale, "necessaria e vitale", di chi ha a cuore "i valori concettuali della scienza e il suo ideale di comprensione e interpretazione della natura".