Il Giannone, n. 2, luglio – dicembre 2003, pag. 152, schede e segnalazioni

Alfonso Maria Liquori, Etica ed estetica della scienza


(Di Renzo Editore, Roma, 2003)

L’agile volumetto presenta le riflessioni, lineari e intense, di un chimico motivato da interessi e aperture critiche non esclusivamente settoriali, bensì disposti verso problemi e temi di natura più ariosamente culturale e speculativa. Il maggior pregio dell’opera consiste certamente in uno stile piano ed elementare, con il quale l’Autore comunica questioni capitali e complesse del pensiero tecnico-scientifico contemporaneo lette in connessione con fondamentali nuclei teorici di marca filosofica. In definitiva, questo scorrevole e comunicativo libretto, al di là dell’esposizione di discutibili punti di vista, è un’ennesima testimonianza dell’imprescindibile profondo nesso strutturale sussistente, se ne abbia coscienza o no, tra prospettiva scientifica e impostazione filosofica, tra progressive acquisizioni cognitive e/o applicative e questioni fondazionali. La scienza, nella sua duplice dimensione teorica e sperimentale, epistemica e attuativa, in quanto prodotto dell’uomo non soltanto non esente, ma implica e richiede concetti e teorie che pongano in luce le sue valenze etiche ed estetiche non come questioni marginali e decorative, ma perché strettamente inerenti al suo stato scientifico e umano.