Almanacco della Scienza, n. 18, 19 novembre 2003, in libreria

Etica ed estetica della scienza

Rita Bugliosi

È un autoritratto a tutto tondo quello che emerge dal volumetto “Etica ed estetica della scienza” di Alfonso Maria Liquori (Di Renzo Editore). Nelle 86 pagine che compongono il libro il grande chimico, scomparso alcuni anni fa, racconta con un linguaggio estremamente semplice la sua vita professionale, ma non solo.
Dalle parole dello scienziato si intuisce un’esistenza caratterizzata da un grande amore per la scienza, ma attratta anche da alcune discipline umanistiche, prima fra tutte la filosofia, ma anche l’etica e l’estetica. Ciascuno dei brevi capitoletti dell’opera affronta in maniera discorsiva un argomento; tra i temi trattati: la nascita e lo sviluppo della biologia molecolare, il determinismo e la probabilità, la divulgazione scientifica e il rapporto tra scienza e libertà.
Nelle pagine conclusive Liquori affronta l’impegnativo argomento dell’impegno civile, sintetizzando in poco più di 2 paginette i principi che hanno ispirato la sua vita di uomo e di scienziato: “Credo – si legge - che uno scienziato o una persona che abbia grandi interessi scientifici non possa e non debba rimanere estraneo a quelli che sono i grandi problemi della società, soprattutto quei problemi che riguardano aspetti etici, diritti civili, la libertà dei cittadini, l’uguaglianza”.