Giorgio Piccardi: Gentiluomo Fiorentino,
Scienziato e Maestro per vocazione

Mariagrazia Costa, Marco Fontani

Le parole con le quali Isaac Newton descrisse il proprio lavoro ben si addicono alla personalità di Giorgio Piccardi: "Non so come mi considera il mondo, ma a me sembra di essere stato come un ragazzo che giocava sulla spiaggia e si divertiva a scoprire qui un ciottolo più liscio, là una conchiglia più bella, mentre l'immenso mare della verità si stendeva davanti a me."

Giorgio Piccardi (1895-1972) era per certi aspetti un chimico eclettico. La sua carriera abbracciò molte settori di ricerca. Personalità intellettualmente vivace, trovava sempre nuove filoni di ricerca in tutto ciò che lo circondava. La sua mente era una fucina di nuove ipotesi e di ragionamenti che egli portava avanti con molti dei suoi colleghi, ma che egli stesso non smetteva mai di costruire e demolire, mostrando unacutezza critica senza eguali. Forzando, la sua vera natura, rispettosa della vita, ma profondamente laica e agnostica, si può dire che lo sguardo di Giorgio Piccardi fosse rivolto in ugual misura verso tutte le meraviglie del Creato.
I primi studi, al rientro dal fronte, dopo aver conseguito la laurea (1921) nell'Ateneo Fiorentino, furono diretti verso un tentativo di correlazione tra le energie di ionizzazione e le proprietà periodiche degli elementi. Il suo grande maestro ed in seguito amico Luigi Rolla (1882-1960) lo coinvolse in questo lavoro pionieristico e anche in quello successivo. Proprio in quegli anni Piccardi mostrò grande abilità nel campo della spettroscopia. Il lavoro che lo assorbì in seguito fino allapprossimarsi della seconda guerra mondiale fu assai strenuo: il frazionamento delle terre rare, alla ricerca dellultimo elemento, il florenzio, scoperta purtroppo non confermata. Di questa immane impresa curò personalmente la cristallizzazione frazionata e lo studio spettroscopico del grado di purezza di oltre 50.000 campioni samariferi.
La sua passione per la Scienza si riassume osservando che dal 1921 al 1938 data in cui ottenne la cattedra a Genova, rimase un semplice assistente volontario! Il passaggio della guerra causò un drastico cambiamento di interessi di ricerca; nel 1945 rientrò a Firenze con un incarico provvisorio, per poi restarvi fino al termine della carriera. Negli ultimi venticinque anni di vita Piccardi incentrò le sue ricerche sullo studio del tempo come coordinata essenziale della dinamica dei processi naturali. Egli trattò dei cosiddetti fenomeni fluttuanti ovvero processi evolutivi non inerziali in quanto soggetti all'influenza di forze esterne ed aperti allo scambio di energia e, o, di materia. Tra gli agenti egli considerava anche le variabili terrestri, solari e cosmiche.
Studiò alcune reazioni chimiche (idrolisi del cloruro di bismuto che in acqua genera un precipitato bianco semidisperso, BiOCl) in soluzione acquosa ed osservò il fenomeno dell'attivazione dell'acqua quando veniva sottoposta all'azione di campi elettromagnetici ad onde lunghe. Egli notò che il fattore tempo non era un fattore omogeneo per ogni istante successivo. Ipotizzò l'esistenza di fenomeni non perfettamente riproducibili che meritano di essere studiati scientificamente. Sono quei fenomeni o processi che implicano l'azione di basse frequenze ed energie molto piccole i quali vengono considerati insignificanti in quanto producono piccoli effetti.
Il tempo considerato generalmente come successione di istanti equivalenti è il dogma fondamentale della scienza meccanicista. Tuttavia la natura non segue questi canoni. Ancora, nel ribadire la sua ipotesi Piccardi, scriveva:
"Il non poter riprodurre le condizioni in cui si svolge una esperienza ci pone il problema di registrare l'istante ed il periodo di tempo in cui l'esperimento si è svolto. Un'ora non è identica ad un'altra ora proprio perché i fenomeni sono fluttuanti. La data e l'ora caratterizzano una situazione fisica che cambia nel corso del tempo. Il tempo in chimica, biologia e forse in psicologia e sociologia non è soltanto una durata, ma una coordinata. Esistono oggetti insensibili e sensibili a queste azioni spaziali; fra questi ultimi i sistemi acquosi ed in particolare quelli colloidali".
Dai suoi test emerse che le macchie solari ed i fenomeni conseguenti hanno influenza sull'andamento delle reazioni chimiche. Uno dei fattori più rilevanti risultò essere il ciclo annuale legato alle variazioni di posizione e velocità della Terra nel suo moto elicoidale rispetto alla galassia, dovuto alla composizione del movimento ellittico del nostro pianeta con quello rettilineo di traslazione del sole verso la costellazione di Ercole.
A marzo, quando la Terra si muove sul piano equatoriale e la velocità è massima, la flocculazione del sale di bismuto è in media bassa, mentre risulta alta in settembre, quando il movimento del pianeta è perpendicolare al piano dell'equatore e la sua velocità è minima.
Giorgio Piccardi presentò la sua "ipotesi solare" nel libro The Chemical Basis of Medical Climatology [Charles C. Thomas Publ. - Springfield In.-USA 1962; libro tuttora in commercio su internet, al prezzo di 37 dollari]. Come fecero notare Giovanni Speroni ed Enzo Ferroni in occasione delle commemorazioni di Giorgio Piccardi, The Italian Physical Chemist and Master of the Sun, come lo aveva definito l'americano G. B. Kauffman, si spense la notte del solstizio d'inverno del 1972.
Giorgio Piccardi era un uomo comprensivo, amichevole e pacato, ma anche deciso e determinato. Fu padre affettuoso e liberale di tre figlie, molto seguite ed amate. La sua azione come maestro per gli studenti, i collaboratori ed i familiari è stata costante, incisiva ed indelebile. I suoi insegnamenti non riguardavano solo la chimica, ma molti altri campi della cultura; dalla vela, all'astronomia, alla pittura. Giorgio Piccardi introdusse per primo lo studio delle interfasi e dei fenomeni di superficie (suo il brevetto del tensiometro bifilare, conservato al Museo della Scienza di Milano).
Piccardi, con il suo lavoro ventennale, ha aperto una via innovativa della Scienza, ma dopo la sua morte le ricerche furono proseguite prevalentemente allestero. Solo recentemente alcuni gruppi di lavoro si sono fatti strada in Italia e nellagosto 2002 è stato inaugurato a Filignano di Isernia un Laboratorio Biometeorologico Giorgio Piccardi.
Egli in un certo senso rinnovò il modo di pensare degli scienziati; fu un antesignano dellinterdisciplinarietà, batté strade nuove che molti colleghi si rifiutarono di seguire o semplicemente comprendere. A molti anni di distanza si può dire che ciò che fece non fu affatto vano, perché il suo lavoro e le sue idee non sono andate perdute ma vivono ancora.

[1] E. Ferroni, Atti VIII Congresso dell'Associazione Italiana di Chimica Fisica; ottobre 3-6 1973, Salice Terme, Pavia, pp. 27-38
[2] G. B. Kauffman, L. Belloni; Giorgio Piccardi (1895-1972), Italian Physical Chemist and Master of the Sun, J. Chem. Edu. (1987) 64, 205
[3] G. B. Kauffman, M. T. Beck; Self-deception in science: the curious case of Giorgio Piccardi , Speculations Sci. Technol. (1987) 10, 113
[4] F. De Meyer, C. Capel-Boute Statistical Analysis of Piccardi Chemical Tests Int. J. Biometeor. (1987) 31, No 4, 301
[5] P. Manzelli, G. Masini, M. Costa; I segreti dell'acqua: l'opera scientifica di Giorgio Piccardi, Di Renzo Editore, Roma (1994)