Scienza e Conoscenza, n. 10, novembre – gennaio 2005, pag. 49

La coordinata tempo

Riflessioni sulla creatività scientifica e gli studi di Giorgio Piccardi

Paolo Manzelli

Il prof. Giorgio Piccardi nello studio dei Fenomeni fluttuanti sostenne che l'idea del tempo come successione d'istanti equivalenti fosse invero il dogma di base della scienza meccanicistica giunto indiscusso fino ad oggi, perché, come lui diceva, la natura non si comporta secondo canoni d’interpretazione meccanica del tempo.
Piccardi fu cosciente del fatto che la scienza meccanica aveva una concezione assai ingenua della materia, come di qualcosa d'astratto dalla sua auto-organizzazione dinamica. Egli percepiva gli atomi e le molecole quali assemblaggio geometrico di forme correlabili univocamente allo spazio - e non al tempo - quale fattore oggettivo della dinamica delle trasformazioni. A dimostrazione di tale convinzione Piccardi studiò le "reazioni chimiche oscillanti" ed in particolare tutta una serie di reazioni di "precipitazioni chimiche ritmiche" quali gli "Anelli di Liesegang"; reazioni quest'ultime che producono una formazione di anelli simili a quelli osservabili tagliando il tronco di un albero, dove si nota che ciascuno degli anelli corrisponde ad un anno di vita dell'albero stesso.
Come avviene nella sezione di un albero il "Tempo" anziché essere una misura di tipo convenzionale registrata da un orologio, per Giorgio Piccardi diveniva un elemento interno al processo di sviluppo materiale di una reazione di trasformazione chimica. Pertanto ogni sistema di trasformazione chimica o biochimica, naturalmente racchiudeva in se stesso anche il tempo-durata relativo alla propria formazione, contenendo la storia del suo mutamento. Pertanto il "tempo" è da considerarsi oggettivamente una coordinata leggibile proprio come memoria cosi come avviene nella crescita del fusto di una pianta, ovvero nella formazione degli strati geologici ed anche in qualsiasi altra modalità di trasformazione periodica della materia che sia possibile osservare. Le "reazioni oscillanti" come gli "anelli di Liesegang", sono fenomeni non lineari di trasformazione della materia, direttamente visibili ai nostri occhi in quanto la loro velocità di trasformazione, non troppo rapida, ne permette l'osservazione, ma essi rappresentano una modalità del tutto generale della trasformazione della materia durante la dinamica delle reazioni.
La creatività che emerge dal lavoro di Giorgio Piccardi è stata argomento della manifestazione Open Network for New Science tenutasi a palazzo Strozzi l’11 novembre presso il Gabinetto scientifico viesseux, nel quadro delle iniziative della Settimana Europea Della Scienza la cui missione è proprio quella di «creare una prospettiva totalmente nuova nella scienza». Su questi tipi di reazione è stato anche prodotto un audiovisivo presso il Centro didattico TV della Università di Firenze per poterne discutere con un riferimento puntuale al fine di dare maggior credibilità alla riflessione anche ai non addetti ai lavori. Si ritiene, in questo modo, di poter dare un utile contributo ad unire elementi cognitivi preesistenti per generare nuove combinazioni concettuali utili allo sviluppo europeo della società della conoscenza.
[vedi anche: I segreti dell’acqua. L’opera scientifica di Giorgio Piccardi, Di Renzo Editore, Roma]