L’Ateo, n. 5, settembre 2005, pag. 34

Linguaggio muto

Alba Tenti

(Desmond Morris, Linguaggio muto: l'uomo e gli altri animali, Di Renzo Editore, Roma 2004, pagine 93, € 10,00)

Il testo dà una visione generale di tutte le opere scritte da Morris, zoologo e antropologo inglese che ha studiato il comportamento umano e animale; testo nato da un approfondito dialogo con l'autore che ripercorre le tappe fondamentali della sua vita, dall'infanzia in cui è nato il grande amore ed interesse per gli animali fino ad arrivare agli anni in corso. L'incontro con l'etologia avvenne in occasione d'una conferenza di cui era relatore il famoso etologo olandese Niko Tinbergen, titolare della cattedra di etologia ad Oxford, che incentrò il suo discorso sullo studio naturalistico del comportamento animale. Fu per il giovane studente una rivelazione tanto che vinse una borsa di studio per frequentare i corsi di Tinbergen iniziando la carriera di etologo con la guida dello scienziato olandese che Morris reputa un uomo straordinario dotato di rigore morale e un vero scienziato. Fece poi un altro incontro eccezionale, conobbe Konrad Lorenz, altro studioso geniale che insieme a Medawar, egli dice, sono stati "i suoi mentori" poi.
Il desiderio di diffondere ad un pubblico più vasto le sue ricerche lo fece partecipare per 11 anni ad un programma televisivo di cui sono raccontati aneddoti divertenti ed interessanti. Tramite questa lunga esperienza Morris spera di aver spinto i telespettatori a pensare agli animali come esseri che vale la pena osservare, di cui rispettare le loro abitudini e tutelare i loro diritti. Interessante è la parte degli esperimenti sugli scimpanzé e in particolare su "Congo", scimmia molto intelligente, a cui vengono dati un foglio e una matita e in seguito vernici di vario colore. La scimmia elaborò disegni astratti con variazione tematiche avendo anche la consapevolezza della fine del suo lavoro. Morris, seguendo lo sviluppo dei disegni di Congo scopre che in essi c'erano gli stessi principi che operano nell'arte umana. L'uomo condivide con la scimmia l'aspetto estetico della pittura, il senso del disegno e della composizione, anche se poi l'uomo evolvendosi ha utilizzato il proprio talento nello sviluppo della pittura che è divenuta un'attività della sua esistenza.
L'osservazione del comportamento degli scimpanzé lo portò a comporre La scimmia nud che, pubblicato nel 1966, risultò un libro di rottura in quanto si diceva al lettore in modo chiaro che era un animale. L'autore coniò una frase molto significativa riassumendo il suo concetto "non siamo angeli caduti, ma scimmie elevate". Le ulteriori osservazioni sugli esseri umani, sul modo di comunicare con la gestualità, con il linguaggio del corpo, diverso tra popolo e popolo lo portarono a comporre altre opere di successo. Oggetto poi della sua osservazione divenne il calcio, con l'intenzione di capire da dove nascesse questa passione e quali fossero le sue radici. La conclusione fu che l'essere umano è un animale tribale la cui celebrazione rituale più significativa era la caccia. Il calcio la sostituisce e simbolicamente ripete la situazione con due tribù avversarie che si contendono la preda.
L'ultimo capitolo riguarda le considerazioni sul futuro dell'umanità su cui Morris è ottimista in quanto l'uomo possiede una enorme potenzialità creativa che lo ha portato ad inventare mezzi di comunicazioni globali. L'unica preoccupazione deriva da persone che hanno il potere di limitare e tenere a freno la capacità inventiva dell'uomo; se ciò avvenisse si ritornerebbe al medioevo dell'umanità.