Nuovo Orione, n. 170, luglio 2006, pag. 82, Recensioni

Nella nebbia, in attesa del sole

Antonio Lo Campo

(Giorgio Di Bernardo Nicolai, Nella nebbia, in attesa del sole, Di Renzo Editore, 2005)

Il 15 dicembre 1964 è una data storica per le imprese scientifiche italiane: dal poligono americano di Wallops Island, in Virginia, un missile Scout saliva in cielo per mettere in orbita un satellite, il San Marco 1.
Il lancio fu perfetto, e da quel momento l'Italia poteva vantare di essere la terza nazione, dopo Russia e Stati Uniti, ad aver messo in orbita un proprio satellite. La missione fu preziosa dal lato scientifico, perché il satellite effettuò rilevazioni dell'alta atmosfera terrestre, e i suoi dati furono utili anche per capire se una navicella abitata potesse orbitare attorno alla Terra.
Il lancio del primo satellite italiano fu merito della collaborazione tra Aeronautica Militare Italiana, Università di Roma e NASA, e l'uomo che rese possibile questa grande impresa fu il professor Luigi Broglio, considerato giustamente come il pioniere delle attività spaziali scientifiche italiane.
Alla figura di Broglio, e alla sua tenace capacità nell'avviare il programma San Marco, con un'apposita base di lancio off-shore al largo di Malindi, in Kenya, è dedicato questo libro di Giorgio Di Bernardo, giornalista aerospaziale, che ha ben conosciuto Broglio e che ne racconta la carriera professionale in 150 pagine ricche di aneddoti e curiosità, accompagnate da un piccolo album fotografico fuori testo che illustra alcuni dei momenti più significativi della carriera del professore.
Nel volume vi sono le immagini dell'incontro e della settimana trascorsa da Broglio con Werner Von Braun, che nel 1971 volle visitare la base di Malindi, dove nel frattempo erano stati già lanciati altri satelliti scientifici tutti made in Italy. Di pari importanza e prestigio, le immagini di Broglio assieme a John Glenn, il primo americano in orbita, Sandro Pertini, e Papa Wojtyla. Nel testo, tra due lunghe interviste realizzate dall'autore, dove Broglio, ormai anziano, accetta di raccontare la sua vita e la storia di come l'Italia è arrivata in orbita con i suoi satelliti, si può apprezzare uno spaccato della vita interiore del professore, "la cui ricchezza", sottolinea Di Bernardo, "è stata, a volte, una sorpresa anche per chi lo conosceva e aveva lavorato con lui".
Primo e unico libro a lui dedicato in Italia, con una prefazione dell'astronauta Umberto Guidoni, questa biografia di Luigi Broglio rientra nelle rarità editoriali italiane dedicate alla storia dell'astronautica, ed è quindi da non perdere: la storia del Progetto San Marco, con i suoi satelliti sempre più grandi e sofisticati, e una base che ancora oggi è impiegata come centro di terra dell'Agenzia Spaziale Italiana per la raccolta dei dati provenienti dai satelliti, resta una delle pietre miliari della cooperazione internazionale tra Italia e altre nazioni per la conquista dello spazio.
A Broglio l'ASI ha intitolato, un mese dopo la sua morte, la base di Trapani-Milo, dalla quale vengono lanciati palloni stratosferici per studi scientifici ad alte quote con strumenti e - da poco - per collaudare una mini-navetta spaziale chiamata USV (Unmanned Space Vehicle).