Archiviostorico.info, 2006

L’eredità del Nazionalsocialismo

(Ernst Nolte, Di Renzo Editore, pagg. 96, Euro 8,50)

IL LIBRO - Partendo dall'analisi del Nazionalsocialismo, l'argomento che ha rappresentato il suo primo interesse in senso scientifico, Ernst Nolte esamina con estrema lucidità i fenomeni che hanno caratterizzato la storia dell'ultimo secolo. Il suo acume di studioso, spesso oggetto di incomprensioni e ostilità, si concentra su temi quali l'immigrazione di massa, la guerra del Kosovo, la guerra come crimine, l'importanza dell'ideologia, l'islamismo e i rapporti con il nazionalsocialismo, i vantaggi, i rischi e le prospettive dell'Europa unita.

DAL TESTO – “Oggi i problemi per l’unificazione europea sono cresciuti a dismisura, soprattutto per il fatto che non ci sono resistenze da superare, è perché si deve fare coincidere il desiderio di aderire di numerosi Stati, in gran parte dall’Europa orientale, con le situazioni attuali. E’ quasi un caso senza precedenti nella storia universale, che degli Stati rinuncino liberamente a grandi parti della loro sovranità. Per la Germania ciò non fu difficile dopo il 1945, perché non possedeva comunque sovranità propria, ma la Francia ha dovuto pagare un prezzo, in quanto membro fondatore dell’Unione europea dei Sei, per includere la Germania, però non ha dovuto rinunciare al suo pegno più importante, la potenza nucleare. All’epoca la differenza del benessere dei singoli Stati non aveva rilevanza, ma dopo l’inclusione di nuovi membri ha assunto una certa importanza. L’Irlanda e il Portogallo, ad esempio, si aspettavano – giustamente con notevole successo – molti dei fondi per lo sviluppo, concessi dall’UE ai suoi membri “meno sviluppati” per adeguare le condizioni di vita a quelle degli altri Stati membri. Dopo la liberazione dell’Europa orientale dal potere comunista, questo aspetto è diventato il più importante, perché tutti i Paesi dell’Europa orientale sono, anche se non in uguale misura, molto poveri e tutti sperano in sovvenzioni massicce dalla cassa dell’UE e in pratica dai “contributori netti”. Il contributore netto più importante è la Germania e per questo si sta sviluppando una “gerarchia”, nella quale la Germania, la potenza economica più forte fra le potenze europee, è all’ultimo posto”.

L’AUTORE - Ernst Nolte è stato allievo di Martin Heidegger e ha insegnato nelle Università di Yale, Cambridge, Gerusalemme e Berlino. Tra le sue opere citiamo “I tre volti del fascismo” (1971), “Nazionalsocialismo e bolscevismo. La guerra civile europea 1917-1945” (1989), “Dopo il Comunismo” (1992).

INDICE DELL’OPERA – Nota biografica – I miei rapporti con Heidegger e con altre personalità – Incomprensione e ostilità – Il nostro presente, il nazionalsocialismo e l’immigrazione di massa – Le recenti guerre balcaniche 1991-1999 – La guerra come crimine – L’importanza dell’ideologia – L’Islamismo: un’altra eredità del nazionalsocialismo? – Verso l’Europa unita: vantaggi, rischi e prospettive – Biografia e bibliografia