Foglio Spinoziano, 9 febbraio 1995, libri

Irreversibilità, entropia, informazione

(O. Costa de Beauregard, Di Renzo Editore, Roma, 1994)

Luigi Fantappié nel 1942 propone il passaggio da un universo entropico, cioè un universo rivolto solo al disordine e alla morte termica, ad un universo entropico-sintropico nel quale si tende sia verso la causalità e al livellamento causata dall’entropia che alla differenzazione causata dalla sintropia , cioè al contrario del disordine: l’ordine. L’universo ci appare così formato non da punti ma come un sistema abbastanza complesso che scambia con l’ambiente materia, energia ed informazioni. Il libro di Olivier Costa de Beauregard ci parla di questa interessantissima visuale del mondo, chiedendosi appunto perché esistono fenomeni retti da leggi elementari reversibili e fenomeni macroscopici irreversibili: il cosmo non può essere studiato semplicemente dal punto di vista materialistico ma occorre un nuovo punto di vista più connesso con la psicologia: si deve avere così un dialogo costruttivo tra quest’ultima materia e la fisica. Una scienza olistica (cioè che segue la dottrina secondo la quale l’organismo è un tutto unico diverso dalla semplice somma delle sue parti e delle loro proprietà fisiche) vede il tutto connesso intimamente con le sue parti e questo sembra assomigliare alla visuale spinoziana di un universo in cui ogni singolo modo è determinato dalla sostanza. Spinoza infatti interpreta soprattutto ogni cosa costituita da “individui” tra loro sempre in relazione e ciascuna cosa in relazione perenne con altre cose, costituendo quei sistemi complessi di cui sopra ed inoltre afferma che l’Estensione ed il Pensiero sono due degli infiniti attributi divini tra loro connessi ma mai con una priorità causale e logica dell’uno sull’altra: come a dire che materia e spirito già dispongono di quella intima unione che gli scienziati a venire interpreteranno.