valeriapatera.it - 19/02/2007 

La mela di Alan Hacking the Turing Test

di Valeria Patera

Lo sguardo dell'autore


La storia di Alan Mathison Turing (1912/1954), matematico, ingegnere informatico, biologo, criptoanalista,pensatore che ha profondamente segnato la storia del nostro secolo. Come criptoanalista ha reso possibile la vittoria su Hitler da parte delle forze alleate, decodificando il codice della macchina Enigma usata dai tedeschi durante la guerra per mascherare le loro compunicazioni strategiche;come matematico e ingegnere ha sviluppato le teorie alla base dell'attuale informatica e dell'intelligenza artificiale, da cui la genesi dei primi calcolatori elettronici e dell'attuale computer il cui diffuso sviluppo fu da lui profeticamente intuito .
Condannato per omosessualità fu costretto a subire iniezioni di estrogeni che provocarono inquietanti mutazioni al suo corpo:morì suicida mangiando una mela da lui stesso avvelenata con cianuro di potassio. Alcuni pensano che sia stato ucciso dai servizi segreti e intorno a questa morte rimane tuttavia un alone enigmatico.
Tuttavia l'intento di questo mio testo non è quello di rappresentare tout court la biografia di Alan Turing bensì quello di aprire una raffigurazione scenica entro la quale far accadere un incontro virtuale tra due esistenze spazio/temporalmente distanti ma collegate strettamente nella genealogia dell'intelligenza artificiale e segnate entrambe da un'esistenza tatuata dalla diversità.
Per questa ragione, alcuni stilizzati passaggi della vita di Turing, la cui trama ha tutti i connotati di una moderna tragedia qua e là tinta di commedia, data l'originalità del personaggio noto per le sue eccentricità, il disprezzo nei confronti del potere, la sua disarmante e non convenzionale sincerità e il suo spirito di libertà, collidono virtualmente con le vicende di due giovani hackers dei giorni nostri che lo incontrano navigando in Rete.
Col beneficio della fiction ,un test messo a punto da Turing per verificare fino a che punto la macchina possa imitare il pensiero dell'uomo e chiamato appunto Turing test, si trasforma così in un meccanismo teatrale, un deus ex-machina che agisce questo contatto virtuale tra Alan Turing (che per il suo lavoro al Foreign Office durante la seconda guerra mondiale, potrebbe essere considerato il primo hacker della storia) e due giovani hackers dei giorni nostri dunque attori della cyber cultura della Rete, massimamente rappresentativa dei vantaggi e delle contraddizioni di quella straordinaria invenzione che è il computer divenuto ormai presenza quotidiana nelle nostre esistenze e che come poche altre ha problematizzato alcuni assetti paradigmatici del pensiero occidentale intensificando la domanda su ciò che significa intelligenza, pensiero, coscienza, realtà, finzione, libertà d'informazione, proprietà intellettuale e accesso al sapere.
Seguendo un filo rosso, attraverso l'intreccio delle due scritture, ho cercato di raffigurare, stilizzandolo, l'emergere del paradigma di pensiero che, procedendo dalle pionieristiche ricerche di Alan Turing, si sviluppa fino all'Intelligenza Artificiale nella fine degli anni '50 (il programma del MIT con il quale si pone il concetto di Intelligenza Artificiale, si ufficializza due anni dopo la morte di Turing) fino allo straordinario sviluppo dell'èra tecnologica a noi contemporanea che certo apre, come già profeticamente intuito dal nostro protagonista, un'epoca nuova e contraddittoria per la vita dell'individuo in rapporto alla società.