LEGGO, giovedì 17 giugno 2004, pag. 18

Febbre da scoop

S.D.V.

«Il virus del viaggio. Il richiamo di nuovi approdi. La sete di emozioni. Credo che sia questa la prima molla che fin da ragazzo mi ha inconsciamente confezionato un abito mentale da inviato». Le prime righe di Professione reporter, un volumetto nato da un’intensa “chiacchierata” tra l’editore Di Renzo e Gianni Perrelli, inviato speciale, descrivono la nascita di questo impulso a viaggiare per raccontare cosa accade nel mondo. Perrelli negli anni ha anche occupato posti di responsabilità, altri ruoli importanti nel circo dell’informazione, ma le più grandi soddisfazioni le ha avute durante i vagabondaggi nei punti caldi del pianeta. In novanta pagine che scorrono veloci, il reporter racconta le sue esperienze di inviato, rivolgendosi sia ai lettori della carta stampata che agli aspiranti giornalisti. Una professione, quella del reporter, che ha solo come contorno i viaggi in business class, gli alberghi a cinque stelle e le cartoline esotiche, e che riserva pericoli, scontri con costumi e culture diverse, solitudine e disagi. Ma certo ha un privilegio, quello di osservare la storia, di vivere i grandi avvenimenti, di incrociare i potenti del mondo e arricchirsi conoscendo fatti, persone, luoghi.