la Repubblica, lunedì 17 febbraio 2003, pag. 30

Come scorre il tempo

Le lezioni di Prigogine

Franco Prattico

(Ilya Prigogine, Il futuro è già determinato?, Di Renzo Editore, Roma)

Nonostante il cammino della cultura umana, dagli eleatici a oggi, siamo ancora tormentati da domande che investono il significato stesso del nostro essere al mondo e alle quali non siamo in grado di trovare risposte acquietanti. Una tra le più elusive riguarda il tempo e il suo scorrere ineluttabile. Uno dei più interessanti protagonisti dello sforzo intellettuale di rispondere a questo interrogativo è Ilya Prigogine, lo scienziato belga, premio Nobel nel 1977, autore della teoria delle strutture dissipative ossia dei sistemi lontani dall'equilibrio (perché l'equilibrio è senza storia, è praticamente stasi, morte), che ricevono energia dall'esterno e - in bilico sul caos - trasformano le fluttuazioni innescate dalla carica energetica in ordine, dissipando nell'ambiente i prodotti del sistema stesso e così in un certo senso ipotecandone i futuri sviluppi che divengono del tutto imprevedibili. Insomma, il contrario di una visione meccanicistica del futuro: il futuro, per i sistemi complessi, è quindi una faccenda imprevedibile e con una certa carica di libertà individuale. Questo smilzo libretto riproduce delle lezioni sull'argomento tenute da Prigogine in Grecia, cioè nella patria dei due giganti dai quali parte la millenaria contesa sul Tempo: Eraclito (tutto scorre e si trasforma) e Parmenide (tutto è e sempre sarà) e ai quali si rifà il lavoro di Prigogine, i cui interessi filosofici sono stati visti fino a ieri con una certa diffidenza dalla comunità dei fisici.